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Il viaggio della Vita, le fiabe di Nonna Elfo: “Il canto della Quercia”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Buongiorno cari, grazie per essere venuti di nuovo a trovarmi, avete fatto bene a fermarvi, la vostra visita non mi disturba affatto, sono ben lieta di accogliervi.
Venite, seguitemi in veranda, è una bella giornata, oggi si sta bene fuori. Venite, venite, così anch’io mi siedo con voi e mi riposo, altrimenti sarei sempre occupata in qualche lavoro domestico o fuori, nell’orto.
Ho preparato la torta con le fragole, c’è anche la panna fresca, se la gradite, con la torta di fragole è buona da non poterla descrivere. Ecco, the, limone e una bella fetta di torta.
Ed ora liberatevi da ogni pensiero di cose da fare, è tempo di indossare di nuovo le ali della fantasia e lasciarvi trasportare in alto, sempre più in alto…
(Se volete, potete ascoltare questi brani mentre leggete la fiaba )

Foresta, immensa foresta, fitta, quasi impenetrabile, dall’alto gli alberi formano una grande macchia verde. Ci avviciniamo a volo radente, da questo punto possiamo vedere delle aperture tra i rami, ci abbassiamo ulteriormente e atterriamo su un piccolo spiazzo di erba alta, il tonfo è soffice, scendiamo dai nostri piccoli mezzi di trasporto, li ringraziamo e procediamo ora a piedi, il piccolo fiore/pila che abbiamo in mano illumina molto bene il percorso lungo il quale stiamo procedendo.

Non è semplice camminare, occorre evitare continuamente gli ostacoli, rappresentati da sassi, piccoli avvallamenti, erba folta e a tratti impenetrabile, dobbiamo aggirare spesso questi alti fusti d’erba, potrebbero nascondere delle insidie. A turno procediamo in testa alla comitiva, ci spostiamo stando sempre uniti, nessuno deve essere lasciato indietro. Ogni volta che ci avviciniamo ad un sasso più grosso, dobbiamo aggirarlo a gruppi, per non incorrere tutti insieme nei pericoli.

È sera, la luna illumina il tratto da percorrere, facilitandoci il compito. Arriviamo ai piedi di un grande albero, un antico faggio, tra le sue radici troveremo riparo per la notte. Ci aiutiamo a raggiungere un punto, vicino al tronco, dove ritroviamo una grotta che ci attende ogni volta, è calda e asciutta, perfetta per passarci il tempo, soprattutto quando fuori è freddo ed è un ottimo riparo dai pericoli notturni. Entriamo, ci sediamo e ci stringiamo per portarci ancora più calore e far passare tra noi l’energia cosmica che ci unisce. Ci addormentiamo così, insieme e vicini, continuando le nostre azioni, per alcune ore, nei nostri sogni, fino a quando le energie ci avvisano che è arrivato il momento di riprendere il cammino.
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Usciamo dalla caverna, calda e confortevole, è l’alba, i grilli, nell’erba, stanno ancora cantando, il loro frinire emette vibrazioni benefiche per noi, aiutano a mutare il nostro stato da visibile ad invisibile agli occhi e ai sensi dei possibili predatori, sempre guardinghi ci incamminiamo di nuovo, uniti, dirigendoci verso la sommità di una collina. Fino a quando i grilli friniscono noi camminiamo sicuri e veloci. Ci stiamo lasciando alle spalle la foresta di faggi, e ci avviciniamo alla pineta, appena entrati nella foresta di conifere cominceremo a mutare il nostro aspetto e dimensioni.

Eccoci, nella foresta, continuiamo a camminare, e camminando, sentiamo i nostri corpi che cominciano a mutare, percepiamo un lieve pizzicore ovunque, le nostre energie si stanno muovendo, cambiando le nostre cellule, i nostri corpi crescono pian piano, vediamo gli steli d’erba diventare sempre più piccoli mentre ci alziamo.
Ora la nostra statura ha raggiunto un livello standard per un essere umano, ci muoviamo nell’erba, raggruppandoci a formare una figura che ricorda uno scudo, uniti in questo modo continuiamo a fare da schermo ai predatori, che non si lasciano sfuggire l’occasione per attaccare. Tra poco raggiungeremo una radura, lì dovremo stare ancora più allerta, se ci attaccassero durante l’attraversamento, potrebbe essere molto pericoloso, uno ad uno formuliamo pensieri positivi, elevati, d’amore, di gioia, di fiducia, per intensificare la protezione dello scudo. Subito si muove un’intensa energia sopra di noi, come un’onda di luce blu che ci sovrasta, trasparente ma evidente, mentre camminiamo, ci muoviamo allo stesso passo ed intoniamo un canto, forte, intenso, non è composto da frasi ma soltanto da suoni che la nostra voce produce, più il canto si fa potente, più l’onda blu cresce di intensità, si espande oltre noi, alziamo contemporaneamente le braccia al cielo continuando ad intonare il canto, l’onda blu si solleva in alto, espandendosi ancora.

Siamo arrivati al centro della radura, ombre scure si vedono volare oltre il velo blu dell’onda protettiva, vengono verso di noi volando in picchiata, con l’intento di colpire forte, di distruggere, dobbiamo credere molto nelle nostre capacità, fidarci l’uno dell’altro, per non permettere loro di colpirci. I colpi si susseguono pesanti, continui, ci attaccano come una grandinata. Abbiamo da poco oltrepassato il centro della radura, ancora un centinaio di metri e saremo di nuovo nel folto della foresta, dobbiamo resistere, non cediamo alla paura, confidiamo che i nostri compagni ce la faranno, come noi.
Gli attacchi sono sempre più forti, a fatica resistiamo, nonostante l’onda blu sia sempre attiva, i colpi che arrivano hanno forza distruttiva, se la fiducia in noi stessi vacilla, saremo distrutti. Alcuni compagni hanno il viso tirato per la stanchezza e la paura, gli altri fanno il possibile per dar loro coraggio, affinché non cedano, i colpi sono micidiali, senza tregua, i predatori vogliono disattivare lo scudo di onda blu per poterci attaccare, se ci riusciranno diverremo loro prede, ci priveranno della forza, facendone loro nutrimento, sono sempre in cerca di cibo energetico, si attaccano agli esseri viventi, prendendone l’energia, trasmettendo la loro essenza, e lasciano la vittima preda dei pensieri più funesti e distruttivi, inculcando paura, insicurezza, remissività.
Qualcuno comincia ad avere segni di cedimento, la convinzione che la missione sia impossibile da portare avanti sta prendendo piede, deve essersi aperto un varco nell’onda blu, piccolo, ma c’è, occorre che noi tutti siamo uniti nella nostra forza, nella fiducia che abbiamo l’uno nell’altro, non manca molto alla meta, poche centinaia di metri e saremo arrivati, non possiamo cedere ora, saremo forti anche per i nostri compagni che temono di non farcela.

Procediamo, esausti ma non cediamo, qualcuno grida di tenere il contatto forte con l’altro, in breve tutti avanziamo uniti con le nostre mani e, d’improvviso, l’onda blu s’intensifica, dal nostro gruppo unito si sprigiona ora un’energia potente, terribile, raggi blu si dipartono dall’onda, andando a colpire i predatori, li vediamo fuggire urlanti, in preda al terrore, presto non ne rimane nemmeno uno.

Stanchi ma felici avanziamo, tenendoci sempre uniti, nonostante il pericolo non abbiamo mai perso di vista la nostra meta, facendo coraggio anche ai nostri compagni di viaggio esausti, tanto da rischiare di perdere fiducia in sé stessi. Crediamo che i predatori non torneranno a breve, ma restiamo prudentemente uniti sotto al nostro scudo di luce blu, il contatto reciproco effonde in noi coraggio, fiducia, tenacia.

Diversi animali stanno uscendo dal bosco, vediamo conigli, volpi, scoiattoli, piccoli daini, costeggiano gli alberi, sembrano restare prudentemente ai margini della radura, però ci stanno seguendo, sembra vogliano accompagnarci nel nostro procedere uniti. Ci voltiamo tutti verso di loro, man mano, come un unico grande corpo, e a quel punto vediamo che anche dagli animali si sprigiona una fonte luminosa, bianca invece che blu. Pian piano acquistano coraggio e cominciano a lasciare la prudente vicinanza degli alberi per arrivare anche loro verso il centro della radura e seguirci, l’emozione che noi proviamo alla vista di questa scena è forte, i nostri cuori si aprono ancora di più sprigionando ondate di puro amore, e alla luce blu si unisce un’onda di luce bianca che va ad unirsi alla luce bianca derivante dagli animali stessi. Intanto, sopra le nostre teste possiamo vedere stormi di uccelli volteggiare e, ancora più in alto, piccoli gruppi di falchi e altri rapaci, e la nostra gioia sale alle stelle.

Da questo momento in poi le entità delle tenebre si allontanano, hanno terminato il loro compito, che era quello di nutrirsi ma anche, inconsapevolmente quello di lasciar sprigionare grande energia luminosa, quella che ora si diffonde ovunque. Ci dirigiamo sicuri verso la nostra meta.

Ad un certo punto la radura diventa scoscesa ed il bosco ai lati ne segue i profili, forma un riva erbosa di circa 50 metri per poi risalire alla medesima altezza, infatti vediamo proprio di fronte a noi, ma sull’altra riva il punto in cui ci fermeremo, sulla cui sommità si erge, maestosa, la grande quercia.
La Grande Quercia è un antico albero, è dotata di immensa saggezza e forza, perché ha potuto assistere ed affrontare innumerevoli tempeste, di vento e di neve. Ha resistito così tanto che il suo tronco, nel passare dei secoli, è diventato resistente come roccia pur mantenendo l’abilità di piegarsi ai forti venti, per non spezzarsi. Ha fronde così ampie da poter ospitare innumerevole famiglie di uccelli, scoiattoli, piccoli insetti e molte altre creature del bosco. Le sue radici sono immense, si estendono oltre la collina.

Alta e maestosa canta quando soffia il vento, le sue fronde si muovono ed emettono suoni simili a parole. Siamo scesi lungo la riva erbosa, e ci troviamo ora al centro dell’avvallamento, presto risaliremo lungo la riva di fronte, da qui l’albero appare enorme, più di quanto sia in realtà, e terribilmente forte. Man mano che ci avviciniamo alla riva da risalire, l’albero scompare alla nostra vista. Gli animali camminano ora accanto a noi, tutti insieme formiamo un grande gruppo, uniti arriviamo alla meta.
Iniziamo la risalita, un ultimo sforzo e saremo giunti. Siamo convinti che il pericolo ora sia lontano, sentiamo la forza scorrere in noi, ma teniamo ancora alto lo scudo di energia, non vogliamo certo essere sorpresi e sprovveduti proprio ora, anche se vorremmo metterci a correre, tanta è la gioia provata in questo momento, restiamo uniti in un solo grande gruppo ed un’unica grande energia d’Amore.

Ed è così che raggiungiamo la sommità e là, proprio nel centro della radura, ecco che vediamo, maestosa, la Grande Quercia, la regina della foresta, immensa, rigogliosa, enorme, potente. Noi restiamo a guardarla, ammirati, tutti noi, compresi gli animali, per un lungo istante, poi ci avviciniamo ad essa in rispettoso silenzio e, man mano che ci avviciniamo ci spostiamo attorno all’albero, così da circondarlo, formando diverse file, con gli animali che si sono sistemati accanto a noi, ed in volo sopra di noi, creiamo un grande mandala che abbraccia la grande quercia, e dopo che l’ultimo animaletto ha preso posizione, tutti insieme, in perfetto sincronismo, iniziamo un canto, formato da un suono che, da unico, si divide in molti suoni, come l’acqua che si infrange sugli scogli, dando vita ad un insieme di accordi, dolci e potenti allo stesso tempo.

Al suono della nostra voce le fronde della grande quercia si muovono emettendo, a loro volta, suoni che si accordano al nostro, creando così un coro sublime e maestoso. La frequenza del suono, elevandosi, crea una vibrazione così intensa che il suolo pare tremare. Dopo pochi istanti uno sciame di insetti ci raggiunge, posizionandosi sopra di noi, sospesi anch’essi in volo, sono tante libellule, quante siamo noi, i mezzi di trasporto che ci hanno accompagnato fin qua, quando avevamo dimensioni minuscole, così da essere trasportati agili e veloci.

Ora ci siamo davvero tutti, non manca più nessuno. Le libellule si uniscono al poderoso canto con il ronzio delle loro ali, insieme ad api, grilli e altri insetti. Vediamo il suono prendere forma, una morbida spirale bianca, azzurra e verde avvolge morbidamente l’immensa quercia che comincia a muovere leggermente le fronde, come accarezzate dal vento, frusciare di foglie si unisce al canto alimentandolo, creando un coro, espandendo la morbida energia sempre più in alto, sempre più lontano. La potenza della quercia permette all’energia bianco-azzurra di raggiungere il cielo, la vediamo oltrepassare le nubi e salire a spirale, sempre più in alto, possiamo ora vederla, con gli occhi interiori, raggiungere lo spazio, proseguire verso le stelle e oltre, un immenso, infinito messaggio d’amore per il cosmo intero.
La risposta non tarda ad arrivare, sembra pioggia dorata quella che vediamo scendere dal cielo, come gocce di sole, scende su di noi, sulla foresta e oltre, non bagna ma brilla, come gocce di luce, si deposita e fa risplendere tutto ciò che tocca, noi compresi che iniziamo a brillare come tanti piccoli fari, mentre dentro noi stessi sentiamo forti ondate d’amore avvolgerci e fuoriuscire dai nostri corpi. Il nostro canto, la nostra energia si intensifica. Ora udiamo un rombo sordo provenire da sotto di noi, dalla terra, ci sentiamo scuotere dall’interno, onde d’urto che non abbattano nulla, provocano solo forti vibrazioni che si dipartono a raggiera dal punto dove ci troviamo.
In breve tempo queste manifestazioni hanno fatto il giro del globo terrestre, un potente messaggio d’amore ha raggiunto gli anfratti più nascosti della terra, possiamo soltanto restare in attesa della risposta, che di nuovo non tarderà ad arrivare.

“Il sole spirituale brilla per le anime come il sole materiale brilla per i corpi, perchè l’universo è doppio e segue la legge delle coppie. Esso alita su tutti, e i raggi della luce spirituale illuminano ogni coscienza; quando tutti i corpi e tutte le menti rifletteranno egualmente questa doppia luce, gli uomini vedranno molto più chiaramente di quanto non vedano adesso.”
(H.P. Blavatsky)

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Categorie: favole e racconti | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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