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Il viaggio della vita…”Al mio dolce Angelo”

Cippi guarda l'obbiettivo

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Il mio dolce Angelo peloso mi ha accompagnato per lungo tempo, paziente mi ha aspettato innumerevoli volte, si è adattato ad ogni situazione, anche se non me ne accorgevo sempre e talvolta non capivo il suo atteggiamento, eppure lui era lì che con grande saggezza felina aspettava e si adeguava.
Mi ha seguito ovunque, accettando tutte le esperienze che la vita gli ha dato, anche quella della malattia, così nascosta, subdola ed improvvisa che ha sopportato con umiltà, saggezza ed infinita pazienza.
Non so ancora se questa notte del 20 ottobre 2017, dopo 10 anni insieme, sia stata l’ultima notte che ho trascorso con te, dolce ed amato Cipinin, ma voglio ricordarti come sei stato, in questa foto, nell’ambiente dove sei nato, cresciuto e vissuto felice. Nella nuova casa ti sei adeguato, ti sei adattato, hai ripreso la tua vita di gatto, io ero felice perché pensavo che tu fossi di nuovo un gatto soddisfatto e non soltanto un vecchio gatto d’appartamento, avevi ripreso ad uscire, a restare fuori la notte, avevi imparato a conoscere il nuovo territorio, al quale ti sei abituato, forse qui non ci sono state molte prede da cacciare come là dove avevi vissuto prima, o forse eri diventato un po’ troppo vecchio per la caccia e preferivi mangiare croccantini.
Poi un giorno non hai voluto uscire di casa, parevi molto spaventato, forse qualcuno davvero ti aveva messo paura, chissà o forse le tue condizioni di salute si stavano deteriorando e tu eri spaventato in realtà per ciò che ti stava capitando, finché poco a poco hai iniziato a mangiare sempre meno, fino a smettere del tutto, diventando così leggero che saresti svanito in una nuvola di polvere e pelo, se non fosse arrivata la dottoressa che ti ha fatto un po’ paura, ma ha tentato di fare ciò che è in suo potere per darti un’altra occasione di restare qui, su questa terra.

Dimmi, dolce angelo, è possibile che io abbia visto un gatto bianco, di tanto in tanto, aggirarsi per la casa, un’apparizione fugace di brevissimi istanti, sfocata come fosse al di là di un velo, conosci forse quel gatto, angioletto? È magari venuto per te, per accompagnarti nelle tue nuove avventure?
La sera del 15 ottobre 2017, una musica dolce e malinconica mi è venuta alla mente, accompagnata dalla tua immagine, sul letto, accovacciato, il musino triste. Perché quell’immagine, perché quel musino triste dolce Cipinin. La musica è proseguita nella mia mente e, nel contempo ho visto te, ancora giovane, come sei in questa foto, che mi stavi precedendo lungo un percorso alberato, forse un parco, ogni tanto ti voltavi, per vedere se ti seguivo, finché sei arrivato nei pressi di un grande albero, ti sei nascosto alla mia vista, dietro di esso, hai fatto capolino ancora una volta, fissandomi per un lungo istante con i tuoi occhioni dolci, io ti ho chiamato, ti ho chiesto di aspettarmi, tu, in risposta, hai ammiccato, il tuo modo di dirmi che mi vuoi bene, hai di nuovo svoltato dietro all’albero, che poco dopo ho raggiunto, e ti ho visto dirigerti pacatamente verso un folto gruppo di alberi, così tanti da creare un bosco che non avevo notato poco prima, ti sei fermato e ti sei ancora voltato, subito è sbucato un altro gatto, tutto bianco, ti ha raggiunto, vi siete annusati, poi lui si è incamminato verso il gruppo più fitto di alberi, tu mi hai guardato come poco prima, con dolcezza hai ammiccato di nuovo, occhi negli occhi leggendoci nell’anima, ti sei voltato e sei sparito anche tu nel folto del bosco.

Ma in cuor nostro, dolce tesoro peloso, sappiamo che quando ci saluteremo non sarà per sempre, sarà solo un arrivederci, perché ancora tante volte ci incontreremo e io ti abbraccerò come ho fatto fin’ora, con tanto amore.
Il dolce Cipinin è andato sull’Arcobaleno il 21 ottobre 2017, buon viaggio dolce tesoro, ti voglio tanto bene.

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Il Viaggio della Vita: ” La carezza dell’albero”.

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Cammino per le vie cittadine fino ad arrivare al parco pubblico, un’oasi verde di bosco protetta da polvere e cemento. Varco il suo cancello e mi incammino lungo il breve viale che costeggia un grande prato. Mi dirigo verso una piccola collinetta dove sorgono grandi alberi secolari, le loro fronde sono così ampie, avvolgenti, anche d’inverno, tanto da attutire il rumore del traffico. Mi giro attorno sul posto, sono circondata da alberi, l’aria è fresca e umida, chiudo gli occhi per sentire meglio la sensazione di pace che mi sorge dentro, che sia la vicinanza di queste bellissime creature? Rimango ferma e guardo gli alberi attorno a me, sono sola e mi prendo tutto il tempo che desidero per guardare e sentire questi magnifici giganti verdi. Mantengo gli occhi aperti, fissi sugli alberi e so che la vista non m’inganna, vedo molti filamenti bianchi, provenire dagli alberi, sfiorarmi, avvolgermi con estrema delicatezza. Ora mi muovo con molta lentezza, un passo dopo l’altro accanto agli alberi, questi filamenti bianchi continuano ad accarezzarmi, sento che è il loro modo di conoscere, esplorare, sentire, provo tanta tenerezza e commozione per queste creature e sento una profonda pace nascere dentro di me, ringrazio gli alberi per questa bellissima condivisione di esperienze e pian piano mi allontano.

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Gli alberi sono nostri alleati, non sono solo organismi di un’altra specie, con una sensibilità molto bassa, che li rende estranei a ciò che li circonda. Sappiamo che comunicano tra di loro attraverso una fitta rete di radici, che usano dunque non solo per assorbire i nutrienti dal terreno.

Sappiamo inoltre che ci donano l’ossigeno, che trasformano grazie ad un complicato processo di fotosintesi che si attiva con il sole.

Quello che non sappiamo o che ignoriamo è che comunicano anche con noi, e lo fanno attraverso un canale insolito per noi, la telepatia o le energie sottili. Quei filamenti bianchi che si dipartono dalla loro aura raggiungono noi, donandoci quella pace di cui sono pervasi, anche perché sono in profondo contatto con Madre Terra, della quale diffondono i messaggi. .

Gli alberi sono anche antenne che trasmettono e ricevono messaggi da e verso il Cosmo, Madre Terra comunica attraverso di loro. Se si rimane fermi sul terreno, in un luogo dove ci sono alberi, si percepisce, attraverso la pianta dei piedi delle sottili vibrazioni. Se si rimane ulteriormente in ascolto, si sente la presenza discreta ma costante di quelle meravigliose creature.

Dai rami degli alberi fuoriescono anche fasci di luce lattiginosa che raggiungono il cielo, quei fasci di luce sono in grado di neutralizzare le scie chimiche, la loro energia viene potenziata se noi portiamo l’attenzione al nostro petto, all’altezza del cuore, dove il chakra del cuore ci mette in contatto con l’esterno.

Con l’attenzione rivolta al nostro quarto chakra, immaginiamo dunque di portare amore, ondate di amore verso gli alberi, e loro, come grandi antenne, convoglieranno l’Amore verso il cielo, centuplicato, così da neutralizzare ogni energia negativa.

Proprio come gli alberi, anche noi costruiamo la nostra rete, intessuta della purezza dell’oro che proviene dal nostro cuore, possiamo raggiungere così ogni angolo del pianeta, entrare in contatto con tutti coloro che inviano pensieri d’Amore ed operano per una vita migliore.

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