Articoli con tag: natura

Luoghi, cultura, tradizioni: “Viaggio del Cuore in Alto Adige,… il viaggio continua …

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Alberi di mele mostrano i loro delicati fiori bianchi, l’abito della primavera, mentre il ronzio della api si ode incessante. Passeggiando lungo i filari, morbide colline lussureggianti fanno da sfondo alla campagna che presto darà i suoi frutti, e tutto è sovrastato dal severo sguardo delle montagne, altre grandi protagoniste delle gite in queste terre. La loro presenza infonde rispetto, e reverenziale giusto timore nei confronti della natura, rappresentata da foreste, fiumi, torrenti, animali, i quali ci chiedono, nell’intimità del nostro silenzio, di amarli, rispettarli ed entrare umilmente a far parte del loro mondo, al quale possiamo unirci anche solo per breve tempo.
Da Santa Cristina Val Gardena/St. Christina in Grödental si possono percorrere bellissimi sentieri escursionistici adatti ad ogni età
https://www.valgardena.it/it/escursioni-mountain-bike/escursioni/

L’Acropoli del Tirolo

Chiusa/Klausen è una città attuale che racchiude un cuore antico ed incantevole. A Chiusa/Klausen si trova il monastero di Sabiona/Säben Kloster, visitabile, che mostra bellissimi scorci panoramici. Il borgo antico è squisitamente curato, tanto da sembrare la scenografia di un teatro all’aperto. Attraverso le mura del borgo si sale verso il monastero, percorrendo antichi passaggi che raccontano la storia del luogo.
La presenza di molti visitatori mette distanza tra i nostri pensieri e le parole velate delle antiche mura, occorre tempo, calma per permettere loro di raccontarne la storia.
Il monastero di Sabiona/ Säben Kloster è anche soprannominato “L’Acropoli del Tirolo”, emblema della Valle Isarco/Eisacktal
Il monastero mostra una parte visibile di sé, ma la storia ci insegna che questi luoghi sono ricchi di passaggi nascosti. Camminando tra arcate e porticati possiamo immaginare pertugi che conducono chissà dove.
Una piccola chiesa, severa e spartana, mostra la devozione nell’arte dei suoi affreschi e nella cura di semplici particolari
La storia del monastero è visitabile a questo indirizzo:

https://www.klausen.it/it/piaceri-cultura/cultura-luoghi-interesse/monastero-sabiona/

…e il viaggio continua…

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…i viaggi dell’Anima, tante storie: “Un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito” – 3° parte

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https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/12/04/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito/

… e a tutti voi, i migliori auguri di Buon Natale

 

…danzo come un antico sciamano, ascoltando il suono creato nella mia testa che proviene al contempo attorno a me, dalla terra, dagli alberi, dai sassi, da tutto ciò che mi circonda. Figure di ogni sorta e forma si uniscono alla mia danza, muovendosi all’unisono, finché pare che tutta la foresta stia danzando. Figure fiabesche ed animalesche si alternano in questa danza ritmata, tribale. Il suono si fa più incisivo ed assordante, è quasi impossibile smettere di danzare, temo di non riuscire a fermami. E’ soltanto con un grande sforzo di volontà che rallento il mio ritmo, ed il suono attorno a me si adegua man mano, fino a fermarsi con me.

Riprendo fiato e apro gli occhi, attorno a me non c’è più nessuno. Mi accorgo di avere sete, e mi incammino per cercare un corso d’acqua. Mi inoltro nella foresta e, dopo non molto tempo sento il suono dello scorrere dell’acqua, mi dirigo da quella parte.

Raggiungo una forra, un ruscello scende a balzi formando piccole pozze d’acqua limpida, mi fermo presso quella più accessibile e mi accingo a bere, l’acqua è fredda e buonissima; inevitabilmente osservo il mio riflesso nell’acqua che mi rimanda il viso che conosco, il quale ora ha però un che di selvaggio che lo rende bellissimo. Mi osservo con attenzione, rapita dal mio riflesso, mi avvedo che esso comincia a mutare, è così che l’acqua mi rimanda altre me stessa, ma con volti che via via raccontano differenti esperienze ed epoche.

Osservo gli innumerevoli miei riflessi finché la mia immagine sparisce. Sento di continuare ad esistere ma non capisco bene come, avverto poi un movimento dinamico, a tratti vorticoso, fluido, sospeso ma non etereo, con una certa consistenza, una coscienza, ma non la compattezza di prima, sento un fremito che non so bene definire da quale parte del mio corpo provenga, perché comprendo di non avere un corpo ma di essere in qualcos’altro. L’attenzione al fremito mi fa comprendere che è un movimento gioioso, vivace, dinamico. Non so capire con quali occhi sto guardando, ma vedo un fondo grigio, a tratti marrone scorrere sotto di me, mentre sopra vedo invece un bagliore chiaro, biancastro con striature di azzurro.

Mi lascio andare al fremito che si trasforma in gioia allo stato puro, irresistibile, vitale, incontenibile. Sono acqua, fluisco, mi divido a ridosso di sassi e ciottoli per poi riunirmi subito dopo, cado liberamente in piccoli e grandi balzi, mi ripiego su me stessa e torno a fluire con allegria di volta in volta rinnovata. Sento fremiti di gioia provenire dalle creature che incontro lungo il mio percorso, e sento di avere innumerevoli fratelli e sorelle attorno a me, della stessa natura e composizione. Assieme ci sfioriamo, ci mescoliamo, ci dividiamo e ci riuniamo in un canto gaudioso, sento di essere pura vita.

Mi fermo in una piccola conca e, pian piano penetro nella terra e lì rimango, respirando con essa. Non capisco per quanto tempo rimanga in quel posto, prima di avvertire di nuovo un movimento fluido verso l’alto. Salgo nel buio, continuando al contempo a percepire una sorta di respiro. Ad ogni respiro salgo più in alto, finché vedo di nuovo la luce, stavolta di colore verde. Resto alloggiata nella parte del corpo di questa creatura che respira e si muove unitamente al respiro del vento. Respiro con la creatura, riposo con la creatura, mi nutro con la creatura, dormo con la creatura…(continua)

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…luoghi, cultura, tradizioni: “Passo Angeloga”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Acque pure, incontaminate, color smeraldo e azzurro intenso, prati verdeggianti, ampi, fin dove l’occhio può arrivare, natura selvaggia, immensa, la bellezza che spazia lo sguardo ovunque, bisogna vedere il passo di Angeloga per capirne lo splendore.
Da Chiavenna si raggiunge il paese di Campodolcino, poi si svolta in direzione del piccolo borgo di Fraciscio, da lì si seguono le indicazioni per il passo Angeloga e rifugio Chiavenna. Da Fraciscio un bel sentiero roccioso porta in alto, oltre i duemila, un’ora di cammino, ma la meta ripaga lo sforzo, un posto da sogno dove sedersi sull’erba e continuare a sognare

http://www.paesidivaltellina.it/passoangeloga/index.htm

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