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I viaggi dell’Anima, tante storie: Un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito – 4° parte

Testo di ©Cinzia Valtorta – foto gentilmente concessa da Luciano Magni

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/12/18/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-3-parte/

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/12/04/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito/

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/

…respiro con la creatura, riposo con la creatura, mi nutro con la creatura, dormo con la creatura, mi muovo ad ogni alito di vento, danzo nel vento. Il sole accarezza le foglie della maestosa quercia e io mi allungo per abbracciare il sole e lasciare che esso mi baci. Il bacio del sole mi scalda, mi illumina e io mi sento leggera, sempre più leggera.

Ora sono così leggera che ho l’impressione di librarmi in aria, tutto attorno a me è un vortice sfavillante, e io roteo, roteo leggera, eterea, finché non mi poso a terra e riprendo consistenza, ma non sono ancora un corpo. Mi ascolto, mi osservo, mi percepisco, guardo il sole e mi sembra che esso sia ad un palmo da me stessa. Muovendomi mi accorgo di ardere come il sole, tutto attorno a me è tremolante, come se l’ambiente che mi si presenta si muovesse continuamente e le cose attorno a me risplendono di un forte bagliore.

Una forza roboante, ardente, gigantesca si sprigiona dal centro di me stessa, che percepisco essere anche una forza terrificante, ne sono quasi spaventata tanto è l’impeto. A fatica porto l’attenzione all’intensità di questa forza che mi fa muovere, agitare, quasi danzare in un movimento continuo verso l’alto pur restando nello stesso posto. Appena la mia attenzione si posa sul movimento, mi accorgo di poter controllare questa forza e l’impeto si placa, ma avanza la percezione che il mio centro si apra, lasciando uscire altra energia, immensa, ardente, bellissima e terribile. Ora mi arrendo a questa forza incontenibile, l’ accetto, lascio che sia ciò che è. A questo punto ne percepisco ogni potenzialità, la sua pericolosità, ma anche la sua positività ed è come se mi consumassi continuando ad essere, ad ogni istante sono e non sono, ed allora vedo e mi accorgo di forme fluttuanti attorno a me, composte della stessa materia di cui sono fatta, figure guizzanti, consistenti ma trasparenti allo stesso tempo, so di essere nello stesso elemento sebbene quelle figure non sia io. Mi sento ricreare ad ogni istante, una sensazione indescrivibile di  essere, non essere, essere di nuovo.

Vinco la paura della mia stessa forza e comincio a muovermi con attenzione,ma mi accorgo che posso anche divertirmi, allora mi lascio andare ad una danza sempre più dinamica, gioiosa e giocosa, finché di nuovo il mio centro si apre, ed è come un’esplosione, di gioia, impetuosa, in ogni direzione, eterea e fluttuante…(continua)

(l’ultima parte del racconto è inserita nella raccolta completa che può essere scaricata gratuitamente a questo indirizzo: https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/un-t-preso-sulla-terrazza-affacciata-nellinfinito-9788892671423.html

fuoco

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…i viaggi dell’Anima, tante storie: “Un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito” – 3° parte

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https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/

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… e a tutti voi, i migliori auguri di Buon Natale

 

…danzo come un antico sciamano, ascoltando il suono creato nella mia testa che proviene al contempo attorno a me, dalla terra, dagli alberi, dai sassi, da tutto ciò che mi circonda. Figure di ogni sorta e forma si uniscono alla mia danza, muovendosi all’unisono, finché pare che tutta la foresta stia danzando. Figure fiabesche ed animalesche si alternano in questa danza ritmata, tribale. Il suono si fa più incisivo ed assordante, è quasi impossibile smettere di danzare, temo di non riuscire a fermami. E’ soltanto con un grande sforzo di volontà che rallento il mio ritmo, ed il suono attorno a me si adegua man mano, fino a fermarsi con me.

Riprendo fiato e apro gli occhi, attorno a me non c’è più nessuno. Mi accorgo di avere sete, e mi incammino per cercare un corso d’acqua. Mi inoltro nella foresta e, dopo non molto tempo sento il suono dello scorrere dell’acqua, mi dirigo da quella parte.

Raggiungo una forra, un ruscello scende a balzi formando piccole pozze d’acqua limpida, mi fermo presso quella più accessibile e mi accingo a bere, l’acqua è fredda e buonissima; inevitabilmente osservo il mio riflesso nell’acqua che mi rimanda il viso che conosco, il quale ora ha però un che di selvaggio che lo rende bellissimo. Mi osservo con attenzione, rapita dal mio riflesso, mi avvedo che esso comincia a mutare, è così che l’acqua mi rimanda altre me stessa, ma con volti che via via raccontano differenti esperienze ed epoche.

Osservo gli innumerevoli miei riflessi finché la mia immagine sparisce. Sento di continuare ad esistere ma non capisco bene come, avverto poi un movimento dinamico, a tratti vorticoso, fluido, sospeso ma non etereo, con una certa consistenza, una coscienza, ma non la compattezza di prima, sento un fremito che non so bene definire da quale parte del mio corpo provenga, perché comprendo di non avere un corpo ma di essere in qualcos’altro. L’attenzione al fremito mi fa comprendere che è un movimento gioioso, vivace, dinamico. Non so capire con quali occhi sto guardando, ma vedo un fondo grigio, a tratti marrone scorrere sotto di me, mentre sopra vedo invece un bagliore chiaro, biancastro con striature di azzurro.

Mi lascio andare al fremito che si trasforma in gioia allo stato puro, irresistibile, vitale, incontenibile. Sono acqua, fluisco, mi divido a ridosso di sassi e ciottoli per poi riunirmi subito dopo, cado liberamente in piccoli e grandi balzi, mi ripiego su me stessa e torno a fluire con allegria di volta in volta rinnovata. Sento fremiti di gioia provenire dalle creature che incontro lungo il mio percorso, e sento di avere innumerevoli fratelli e sorelle attorno a me, della stessa natura e composizione. Assieme ci sfioriamo, ci mescoliamo, ci dividiamo e ci riuniamo in un canto gaudioso, sento di essere pura vita.

Mi fermo in una piccola conca e, pian piano penetro nella terra e lì rimango, respirando con essa. Non capisco per quanto tempo rimanga in quel posto, prima di avvertire di nuovo un movimento fluido verso l’alto. Salgo nel buio, continuando al contempo a percepire una sorta di respiro. Ad ogni respiro salgo più in alto, finché vedo di nuovo la luce, stavolta di colore verde. Resto alloggiata nella parte del corpo di questa creatura che respira e si muove unitamente al respiro del vento. Respiro con la creatura, riposo con la creatura, mi nutro con la creatura, dormo con la creatura…(continua)

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…i viaggi dell’Anima, tante storie: “un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito 2° parte”

 

 

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

(https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/)

…Diana ed io, solo noi due, apparentemente, una di fronte all’altra, nella stessa posizione, come due sfingi a guardia dell’immensità del cosmo. Noto solo ora, in quella situazione grottesca, che Diana ha lo stesso colore dei miei occhi, guardando nei suoi è come se mi specchiassi e vedessi me stessa agli albori della vita, è così che mi compaiono davanti miliardi di molecole che si raggruppano, diventando via via più numerose, muovendosi a spirale, creando forme, colori di luce e raggi d’energia.

Mi chiedo quando è cominciato tutto questo, l’eterna danza delle energie che creano e plasmano, e continuando a vedere luci e colori mi sento di fluttuare, leggera e veloce, formando vortici, spirali sempre più intense, sfrecciando a velocità inimmaginabili, e poi esplosione di luci e colori, creano fontane di  luci che si disperdono nell’immensità oscura, ovunque e, a loro volta, creano altre esplosioni di luci e colori, luci sempre più vivide, colori sempre più intensi, abbaglianti, fulmini che afferrano e scagliano via, lontano, si crea una curvatura per frenarne l’impeto, energia, energia intensa, bianca e di nuovo esplosioni, per un tempo infinito, sempre più veloci, inarrestabili, sempre di più, sempre di più, sempre di più……

Poi, improvvisamente, l’oscurità prende il posto della luce, un’oscurità formata in realtà da punti luminosi e colorati che si muovono ininterrottamente, assumendo miriadi di forme, intersecando i colori, ecco che prevale il blu, ora prevale il rosso, ora prevale il violetto, il verde….

D’improvviso una grande macchia di colori mescolati che si muove, ruota come i cristalli colorati di un caleidoscopio, le forme, i colori si dispongono a creare un grande mandala che si avvicina sempre di più finché i colori si confondo di nuovo.

Consistenza di terra, odore di muschio e resina, humus. Un movimento sfocato davanti a me di una forma indistinta che sembra appartenermi, diventa ora via via più chiara nei contorni, riesco a vedere la mia mano sporca di terra umida, foglie ed erba, come se emergesse in quell’attimo dalle sue profondità, il braccio è pesante, come se lo sentissi per la prima volta, poi man mano che muovo le altre parti del mio corpo ne avverto la consistenza ed il loro peso, e mentre mi muovo sento un aroma, di muschio, resine, fiori, mi è quasi familiare, riconosco di averlo già sentito, al momento mi sfugge però il dove. Ora un movimento, proviene da una parte di me, piedi affondano nella terra morbida, uno dopo l’altro, il tatto è fresco e umido, la consistenza della terra dona una piacevole carezza ad ogni passo. Passo dopo passo sento sempre meno il peso del mio corpo che ora non mi distrae, posso guardarmi attorno, foglie attorno e sopra di me, verde chiaro e verde scuro si confondono, aroma pungente e verde, linfa, resina, come se scorresse anche dentro me stessa, ne sento il sapore in bocca. Mi chino, afferro un pugno di terra, la stringo, la porto verso di me, appoggiandola al mio corpo, la avvicino al mio viso, la annuso, ne contemplo l’aroma intenso e dolce, inebriante, chiudo gli occhi, ascolto l’aroma con tutta me stessa, molecola nelle molecole, riapro gli occhi e continuo ad avanzare stringendo ancora il pugno di terra finché, dopo pochi passi, arrivo ad una radura. Sotto i miei piedi ora c’è erba morbida e fresca, un soffice tappeto, proseguo fino a trovarmi al centro della radura.

Mi inginocchio e poso il mucchietto di terra sull’erba, rimango inginocchiata, come in preghiera, ad occhi chiusi osservo le immagini che si creano nella mia mente, sono movimenti veloci senza una forma che man mano rallentano, il colore che pervade è come terra scura, morbida, creano un suono ovattato, come un battito, diventano suoni ritmici, cupi e profondi. Dalla mia posizione inginocchiata comincio impercettibilmente a seguire il suono creato nella mia testa e, man mano che i movimenti si fanno più visibili, più ampi, il mio corpo viene scosso nel seguire questa sorta di danza arcaica, mi alzo in piedi e danzo, battendo i piedi a terra come un antico sciamano. Altre figure si muovono ora attorno a me, danzano con me, alcune sono eteree, trasparenti, dalla forma vagamente umana ma sottili come veli, altre sono consistenti, cespugliose, brune, arruffate, altre alte e scure, ognuno di loro si muove seguendo lo stesso ritmo che sento dentro di me, danza molteplice ed unica… (continua)

guarigione sciamanica

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