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Luoghi, cultura, tradizioni: “Peschiera del Garda, la città fortezza”

 

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

La Fortezza, affacciata sul grande lago, disegnando una morbida geometria, si  lascia accarezzare dalle sue dolci acque, nell’ambiente permane l’antica militaresca disciplina, non invasiva, ma delicata ed appena percepita, tanto da provare una sensazione di leggerezza, come essere sospesi, un antico ordine parla con voce gentile ma presente, e viene certamente ascoltata, le strade sono ordinate e pulite, la gente operosa e cortese.

Il centro storico ci accoglie attraverso le antiche mura, ogni via racconta la storia della città, osservando gli antichi edifici, leggendo le didascalie che mostrano momenti di vita di un tempo, il cui ricordo pare essere rimasto nell’aria, nonostante i molti turisti che portano una grande ventata di modernità nell’euforia di suoni vacanzieri. La stupenda piazza d’armi, con la bella chiesa, dedicata a San Martino, ci riporta alla regalità del tempo.

Le case, di variopinti colori, si specchiano sui canali mostrando l’antico splendore, lungo le vie del centro storico si possono trovare anche graziosi souvenir e prelibatezze.

I bastioni, un tempo passerelle di guardia della roccaforte, ora si lasciano percorrere per amene passeggiate nel verde, mentre gli alberi fioriti dipingono le acque di molti colori.

Peschiera del Garda, un tempo cittadina militare, è ora una “bella signora” affacciata sul grande lago
Interessanti notizie storiche a questo link:
http://www.tuttogarda.it/peschiera/peschiera_guida.htm

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I viaggi dell’Anima, tante storie: Un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito – 4° parte

Testo di ©Cinzia Valtorta – foto gentilmente concessa da Luciano Magni

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/12/18/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-3-parte/

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/12/04/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito/

https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/

…respiro con la creatura, riposo con la creatura, mi nutro con la creatura, dormo con la creatura, mi muovo ad ogni alito di vento, danzo nel vento. Il sole accarezza le foglie della maestosa quercia e io mi allungo per abbracciare il sole e lasciare che esso mi baci. Il bacio del sole mi scalda, mi illumina e io mi sento leggera, sempre più leggera.

Ora sono così leggera che ho l’impressione di librarmi in aria, tutto attorno a me è un vortice sfavillante, e io roteo, roteo leggera, eterea, finché non mi poso a terra e riprendo consistenza, ma non sono ancora un corpo. Mi ascolto, mi osservo, mi percepisco, guardo il sole e mi sembra che esso sia ad un palmo da me stessa. Muovendomi mi accorgo di ardere come il sole, tutto attorno a me è tremolante, come se l’ambiente che mi si presenta si muovesse continuamente e le cose attorno a me risplendono di un forte bagliore.

Una forza roboante, ardente, gigantesca si sprigiona dal centro di me stessa, che percepisco essere anche una forza terrificante, ne sono quasi spaventata tanto è l’impeto. A fatica porto l’attenzione all’intensità di questa forza che mi fa muovere, agitare, quasi danzare in un movimento continuo verso l’alto pur restando nello stesso posto. Appena la mia attenzione si posa sul movimento, mi accorgo di poter controllare questa forza e l’impeto si placa, ma avanza la percezione che il mio centro si apra, lasciando uscire altra energia, immensa, ardente, bellissima e terribile. Ora mi arrendo a questa forza incontenibile, l’ accetto, lascio che sia ciò che è. A questo punto ne percepisco ogni potenzialità, la sua pericolosità, ma anche la sua positività ed è come se mi consumassi continuando ad essere, ad ogni istante sono e non sono, ed allora vedo e mi accorgo di forme fluttuanti attorno a me, composte della stessa materia di cui sono fatta, figure guizzanti, consistenti ma trasparenti allo stesso tempo, so di essere nello stesso elemento sebbene quelle figure non sia io. Mi sento ricreare ad ogni istante, una sensazione indescrivibile di  essere, non essere, essere di nuovo.

Vinco la paura della mia stessa forza e comincio a muovermi con attenzione,ma mi accorgo che posso anche divertirmi, allora mi lascio andare ad una danza sempre più dinamica, gioiosa e giocosa, finché di nuovo il mio centro si apre, ed è come un’esplosione, di gioia, impetuosa, in ogni direzione, eterea e fluttuante…(continua)

(l’ultima parte del racconto è inserita nella raccolta completa che può essere scaricata gratuitamente a questo indirizzo: https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/un-t-preso-sulla-terrazza-affacciata-nellinfinito-9788892671423.html

fuoco

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