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…luoghi, cultura, tradizioni: Sentiero delle Casere

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

C’è un luogo di montagna, in provincia di Bergamo, che è un vero incanto, un percorso che si snoda lungo i monti della Val Brembana e che si chiama Sentiero delle Casere.
Partiamo da Mezzoldo, un paesino tipicamente montano, il cui nome dovrebbe derivare dalla sua posizione, Mezzo alto, ovvero posto in alto. Nell’anno 1592 la Serenissima fece costruire una strada che permise il passaggio delle merci, in particolare del ferro ricavato da vicine miniere. Attraverso questa strada i commerci raggiungevano la Valtellina attraverso il passo denominato Passo San Marco che si trova poco più in alto del sentiero che stiamo percorrendo.
Per la nostra escursione partiamo dal Rifugio Madonna delle Nevi, dirigendoci nella direzione indicata dalla segnaletica, ci approntiamo così a percorrere il Sentiero delle Casere.
Attraversiamo un ponte di legno entrando in un fitto bosco di conifere, ci dirigiamo così verso la prima delle Casere che troveremo, la Casera Terzera.
Il percorso nel bosco si fa sempre più interessante, percorrendo tratti anche di roccette, il luogo è molto bello. Torrenti formano delle cascatelle suggestive, poi il sentiero prosegue lungo ampi pascoli montani, ed ecco la Terzera.
Risalendo un ripido pendio si raggiungono i ricoveri per gli animali, ci inoltriamo di nuovo nel bosco per poi sbucare su pendii erbosi, risalendo i quali si arriva alla Baita di Costa Piana, a quota 1719 m.s.l. Ci si ferma per una sosta anche per poter ammirare meglio il meraviglioso panorama di monti che ci circondano.
Ci inoltriamo nuovamente nel bosco in direzione della Casera Siltri. Qui il sole fatica a lambire la vegetazione che, durante il periodo invernale, rimane ricoperta da una fitta brina, si possono così ammirare bellissime decorazioni di fiori di ghiaccio.
Percorrendo il bosco si sale un breve pendio che si apre in una grande e bella vallata. Lì si vede la Casera Siltri, siamo a quota 1725 m.
Si prosegue giù per la vallata in un ambiente bello e selvaggio, seguendo il sentiero si può salire verso il lago di Cavizzola e l’omonima Casera, noi invece raggiungiamo la Baita Azzaredo. Poco distante si nota un barec, una costruzione di antiche origini che consiste in un recinto formato da muretti a secco, tipico dell’alta Val Brembana, serviva per sistemare il bestiame durante la notte o ricovero d’emergenza in caso di temporale. Alcune ricerche svolte in questi luoghi, alta Val Brembana, Val Seriana, hanno datato queste costruzioni attorno al 1300. Barec è un termine dialettale bergamasco, ma la sua derivazione può arrivare da ben più lontano, alcuni studiosi lo attribuiscono ad una derivazione comune con un termine addirittura francese, una parola dialettale proveniente dalla regione di Champagne, in Francia, “beric” che significa ovile.
Per ulteriori informazioni si può consultare questo sito:
http://www.brera.mi.astro.it/~gaspani/barec.htm

Procediamo lungo il sentiero che torna verso il rifugio Madonna delle Nevi giù lungo il bosco, procedendo così in un percorso ad anello verso il punto di partenza. Le immagini del posto che abbiamo appena attraversato ci accompagnano ancora, rammentandoci la bellezza selvaggia che lo caratterizza. Torneremo volentieri nel periodo della primavera/estate per ammirare la natura nel pieno del suo splendore.

http://www.madonnadellenevibg.it/

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Categorie: cultura e tradizioni | Tag: , , , ,

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