Articoli con tag: autunno

Il viaggio della Vita, le fiabe di Nonna Elfo: “Il clown e la luna”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Arrivo anch’io con la mia strenna natalizia, è vero, sono un pò in anticipo, ma ecco, con tutto il mio cuore, per voi.

Le fiabe di Nonna Elfo

Benvenuti, grazie di essere qui alla casa di Nonna Elfo, entrate, accomodatevi accanto al camino, scaldatevi mentre preparo il the, ho fatto la torta di pere e noci, ne gradite una fetta?

Siete tutti comodi? Bene! Allora vi racconto una storia:

Esiste un piccolo villaggio situato ai piedi di queste alte e belle montagne, i cui pendii sono verdi e rigogliosi pascoli d’estate, mentre l’autunno li dipinge dei più bei colori caldi che si possano vedere, donando preziosi ed importanti frutti, che divertimento andare a raccogliere le castagne, la buonissima e preziosa frutta secca ed i meravigliosi fichi autunnali!

La gente del villaggio, cortese ed operosa, s’impegna e si ingegna per mantenere una vita bella e dignitosa. Visitatori provenienti da ogni dove arrivano volentieri e tornano ai loro paesi portando con sé serenità e bei ricordi della vacanza qui trascorsa.

Le stagioni sono come le narravano un tempo i nostri nonni, l’inverno gelido copre le lussureggianti rive erbose con una bianca coltre di neve che profuma di cielo. La neve immacolata perdura nei prati fino alle soglie della primavera, quando i teneri ma tenaci germogli sono pronti ad erompere ai tenui raggi del primo sole, preziosi come oro. Il sole, riscaldando il gelido suolo, effonde la sua energia che risveglia la vita sotto l’ultima e sottile coperta di neve.

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E poi, guardate, che immenso spettacolo si apre davanti agli occhi, le dure gemme si sono schiuse ed ecco le prime tenere foglie mostrarsi nel loro splendore di verde brillante, mentre danzano felici alla dolce carezza del vento; resteranno cosi per la gran parte del tempo, maturando pian piano fino al successivo ciclo autunnale quando, cesseranno la loro esistenza attaccate all’albero che le ha nutrite, ma continueranno la vita sotto un altro aspetto, diventando un morbido e frusciante tappeto che si trasformerà presto in nutrimento anche per l’albero stesso.

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Volgi lo sguardo e un mare di colori si presenta, profumi e forme variopinte di immensità floreali vibrano al tocco delicato di tenere zampette, mentre un sottofondo ronzante accompagna l’azione. Centinaia di operose api lavorano instancabili per garantire, in futuro, l’immensa bellezza del prato fiorito svolgendo la preziosa opera di impollinazione da fiore in fiore, ricevendone in cambio il nettare divino.

Naven - prato fiorito

Il grande lavoro è accompagnato dall’ininterrotto canto di migliaia di uccelli e dal frinire dei grilli che orchestrano la loro musica d’amore anche per molte creature che popolano il bosco.

L’arrivo delle rondini preannuncia il ritorno dell’estate, solerte cominciano la manutenzione dei nidi lasciati prima di partire, la famiglia diventerà presto numerosa.

Grande il lavoro nei campi e sui pascoli, c’è molto da fare, il latte munto diventerà gustoso formaggio che matura nelle capienti cantine o in umide grotte.

3 le mucche

Le piogge estive dissetano la verdeggiante campagna, diffondendo nell’aria il profumo del bosco e degli abeti, pace e beatitudine si respirano come l’aria umida lungo la foresta di conifere, mentre le gocce d’acqua fanno da colonna sonora nell’ambiente silvano.

Il fuoco di un camino riscalda gli abiti umidi di pioggia e ristora dopo la lunga giornata.

Usciamo dal rifugio profumato di legna di rovere per ascoltare I suoni della sera, mentre la splendida e gelida luna ci osserva dall’alto, noi la guardiamo a nostra volta augurandoci una bellissima giornata per il giorno successivo.

La luna lassù, color argento, pare ricoperta di brillanti, luccica e abbaglia diventando via via sempre più grande e luminosa, ed ora che è enorme ha una strana forma a goccia, pare proprio che sia una goccia fatta di paillettes.  Ora la goccia si allontana di nuovo su uno sfondo bianco come la neve, ed ecco che, man mano che ci si allontana i particolari prendono una loro forma ed una loro esatta collocazione, e quella che era stata una luna ed ora è una goccia, è una piccola lacrima argentea sulle gote di belletto bianco di un clown triste seduto in equilibrio sulla sommità di una casa dal tetto di tegole rosse, sta guardando con occhi pieni di nostalgia una palla di vetro che tiene tra le dita, come quegli antichi giocattoli che riproducono i paesaggi imbiancati di neve. Nella palla di vetro si possono vedere i contorni distinti di verdeggianti colline, così come lo erano un tempo, con i cieli azzurri e le nuvole soffici di panna montata, quando le rondini tornavano dai paesi caldi e volavano agili e veloci preannunciando l’arrivo della bella stagione, e i grilli eseguivano i loro concerti d’amore.

Il clown allunga la palla di vetro verso di noi e chiede, con la sua lacrima argentea, “…e tu, come lo vorresti il tuo mondo?”

Citazione dal web:

“il pagliaccio rappresenta la melanconia, la struggenza…di quell’animo tormentato e poco compreso….
È un personaggio poetico, magico, vicino ai bambini, perché l’unico modo per ritrovare se stesso, è proprio quello di far gioire i più piccoli….. “ (….e io aggiungo, il bambino che è in ognuno di noi)
“forse perché anche lui ha bisogno di evadere, anche solo per un attimo,….dall’oscurità che da tempo lo tiene prigioniero…”

 

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…luoghi, cultura, tradizioni: “Chiavenna: autunno e colori”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Un dolce brano per accompagnare le immagini, se si desidera

Una Chiavenna insolita, rappresentata nella delicatezza di colori e particolari che caratterizzano una cittadina bella, artistica, culturale, umana. da vivere e riscoprire

http://www.valchiavenna.com/it/index.html

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Autunno, tempo di…

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta
foto scattate presso la località Monte San Primo – Como

Autunno, tempo di foglie secche e splendidi colori, profumo di terra umida, ricca di umus.
L’Autunno è così, giornate delicatamente malinconiche, umide ma non eccessivamente fredde, a tratti nebbiose. La dirompenza estiva di caldo, colori sgargianti e giornate assolate paiono un lontano e nostalgico ricordo. Gli abiti leggeri, piacevolmente succinti e ariosi giacciono tristemente appesi negli armadi, in attesa di essere indossati la prossima estate, per essere di nuovo sfoggiati in tutto il loro esuberante temperamento.
L’Autunno è però triste solo in apparenza, perché in realtà racchiude bellezze silenziose e discrete che si mostrano teneramente, proprio come il riccio mostra delicatamente il suo tenero grembo e gentilmente ci porge il suo squisito frutto.
L’Autunno è così, gentile e silenzioso e, come il riccio, serba nel proprio grembo l’embrione della nuova vita che tornerà a germogliare in primavera.
Che belle castagne
La parola Autunno deriva dal latino “auctus”, participio passato del verbo “augere” che significa arricchire, aumentare. Il significato rimanda all’abbondanza di frutti, erbe, cereali che si raccolgono grazie al grande lavoro estivo di semina e raccolta, al fine di superare al meglio il periodo invernale.
L’Autunno è anche la stagione in cui sarebbe bene recuperare le forze per affrontare i rigori dell’inverno e prepararsi alla nuova vita che sboccerà in primavera.
Sotto il variopinto tappeto di foglie secche c’è un grande fermento di vita che, silenziosamente e incessantemente si prepara ad esplodere in colori e profumi in primavera. È giunto quindi il momento di non sprecare le energie, di proteggersi dal freddo e aumentare le difese immunitarie. Ancora una volta la natura ci viene in aiuto con le sue preziose erbe e piante, come ad esempio la betulla il cui infuso aiuta a liberarsi dalle tossine, oppure la malva per decongestionare l’organismo; l’uncaria che ha il potere di aumentare le difese immunitarie, l’echinacea, antivirale, l’artiglio del diavolo, per i dolori da freddo e reumatici, l’equiseto, rimineralizzante, l’eucalipto, antibatterico, indicato per calmare la tosse.

http://www.tuttogreen.it/erbe-commestibili-autunno/

http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/9726-erbe-selvatiche-piante-commestibili-inverno

…e per godersi momenti di tranquillità tutti per sè, un pò di musica rilassante, come quella di questo bellissimo link di youtube.

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…luoghi, cultura, tradizioni: autunno a Montevecchia

Testo e foto di Cinzia Valtorta

Percorrendo la statale Como-Bergamo, SP54, tra Missaglia e Merate, si trovano le indicazioni per Montevecchia, nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

Si raggiunge l’antico borgo sia in auto, sia percorrendo il sentiero escursionistico che costeggia la strada e sale seguendo il profilo delle colline a terrazze coltivate a viti, rosmarino e salvia. Per circa mezz’ora, il tempo di percorrenza del sentiero, si ha la sensazione di essere immersi in un’altra dimensione, circondati da un paesaggio lussureggiante di vegetazione, pacifico e rilassante.

La chiesa che si vede sulla sommità è il santuario dedicato alla Beata Vergine del Carmelo, l’altra grande chiesa nel paese è la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. Si dice che la torre campanaria del santuario sia stata un tempo un’antica torre-vedetta di epoca medievale, da qui dunque la provenienza del nome del paese che pare derivi da Mons Vigiliae, monte della vedetta, trasformatosi poi nel tempo in Monteveglia e infine , Montevecchia.

http://parrocchiamontevecchia.it/conosci-la-parrocchia/chiese
http://santuario.parrocchiamontevecchia.it/la-storia

Quello che colpisce il visitatore lungo il sentiero sono le colline coltivate a rosmarino, un’erba aromatica che cresce molto bene nei luoghi caldi e assolati, la sua l’etimologia pare sia infatti “rugiada di mare”. Per gli egizi il rosmarino era la pianta dell’immortalità, si pensi che ha parecchie proprietà, disintossicante del fegato, rafforza il sistema immunitario, è antidolorifico, antinfiammatorio, antibatterico, contrasta le allergie, favorisce la digestione, la circolazione, è diuretico ed è un ottimo anti-età.
La Valle del Curone è ricca di corsi d’acqua, muschi e una roccia tipica del posto, il travertino, visibile anche sul sentiero, come descritto in questo interessante articolo.

http://www.parcocurone.it/retenatura/sorgenti.html

In autunno il paesaggio si tinge di colori belli e suggestivi, rendendo il luogo quasi magico e incantevole, da osservare sia nel suo insieme che nei piccoli dettagli.
Il paese è frequentato anche da appassionati di ciclismo, che amano mettere alla prova la propria forza fisica e le proprie bici, percorrendo la strada che raggiunge la sommità della collina con pendenze che superano anche il 20% di dislivello.
Montevecchia, un cameo incastonato fra le colline dell’Alta Brianza e la Valle del Curone, da visitare e riscoprire.

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