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…luoghi, cultura, tradizioni: “Chiavenna, Caffè del Crotto”

 

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Un dolce suono di fisarmonica può accompagnare la visione delle immagini e la lettura del testo, se si desidera, avviando il filmato sottostante.

 

Verso la fine di Gennaio 2015 a Chiavenna apre una piccola bottega dal sapore squisitamente antico. Il Caffè del Crotto, così si chiama, da cui fuoriesce un intenso ed originale aroma di caffè.

L’ingegner Rodolfo Lattuca, siciliano d’origine ma residente a Milano, dove è direttore del Laboratorio di Ricerca Scientifica Nicola Tesla, ha ripercorso antiche ere tecnologiche in questo futuro mediale e veloce, risvegliando la città di Chiavenna con un nuovo aroma, quello del caffè a lenta lavorazione, tostato in caldaia a legna di rovere.

Questa macchina per tostare il caffè, di sua realizzazione,  consente di cuocere il caffè verde per 25/30 minuti, a seconda della miscela e della qualità, e di raffreddarlo lentamente, al fine di lasciarne intatti gli aromi.

Entrando nella piccola bottega del caffè dell’Ingegner Rodolfo si percepiscono aromi e profumi anche inconsueti, lontani dagli odori che ci accompagnano quotidianamente ma che si discostano enormemente da ciò che è invece più genuino e naturale, si cominciano ad osservare oggetti e dettagli d’arredo poco comuni ma confortevoli alla vista, perché rimandano alla pacatezza di altri tempi, così come il suono della legna che scoppietta allegramente nella caldaia. Una risposta “slow food” al mondo della modernità e della grande distribuzione, dove luci, odori, suoni lasciano poco spazio ai pensieri delicati di chi invece è di animo più pacato e discreto.

Nella bottega dell’Ingegner Rodolfo si mescolano gli aromi che compongono il caffè tostato e che ricordano il profumo del cioccolato fondente, mescolato all’aroma di legna. Lui ha seguito con interesse la coltivazione del caffè, del quale mostra con orgoglio i chicchi verdi, non ancora tostati. Il desiderio era anche quello di riportare in vita la storia del caffè nella città di Chiavenna, all’epoca in cui molti tostavano piccole quantità di caffè nella propria casa, di contrabbando, utilizzando un arnese ora appeso alla parete della bottega. Le miscele di caffè create dall’ingegnere sono state da lui chiamate con i nomi delle antiche miscele della cultura di Chiavenna. Spiega inoltre la differenza tra la miscela Arabica, più delicata, cremosa, apprezzata in massima parte al nord, e la miscela Robusta, dal gusto forte che riempie la bocca rendendola pastosa, amata soprattutto al sud. Questo è il motivo per cui a Napoli si usa bere il bicchierino d’acqua prima e dopo il caffè, per pulire e resettare la bocca dal gusto forte della bevanda.

Eventi in programmazione con la provincia di Sondrio, il Comune di Chiavenna, la regione, vertono a dare spessore ad una passione che diventa lavoro, cultura e creatività imprenditoriale.

https://www.facebook.com/profile.php?id=100011448306861&ref=ts&fref=ts   (Ingegner Lattuca, pagina Facebook)

 

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…luoghi, cultura, tradizioni: “Paratico, Mercato in Festa”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Paratico, cittadina bella e turistica nella zona della Franciacorta, in provincia di Brescia. La sua storia è raccontata a partire dal castello Lantieri, le cui rovine dominano la collina, dove nel 1311, si dice avrebbe soggiornato Dante Alighieri, e dalle testimonianze di chiese ed architetture medievali.

http://www.comune.paratico.bs.it/index.php?option=com_content&view=article&id=87&Itemid=54

La posizione sul lago costituisce un incentivo di sviluppo turistico, che l’ente del turismo ha saputo valorizzare. Passeggiando lungo il parco denominato Parco delle Chiatte, suggestivo e panoramico, durante la II e IV domenica del mese si può visitare il mercatino dell’artigianato.

Molti i luoghi di ristoro lungo il lago, eleganti ma anche confortevoli, tra i quali spicca Belle Ville, bar e ristorante artistico ricavato da una vecchia fabbrica

https://www.facebook.com/BellevilleParatico/

https://youtu.be/z_FyI-PdI8Y

Sakee Sed, uno dei gruppi musicali da ascoltare presso Belleville

 

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…luoghi, cultura, tradizioni: “Chiavenna: autunno e colori”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Un dolce brano per accompagnare le immagini, se si desidera

Una Chiavenna insolita, rappresentata nella delicatezza di colori e particolari che caratterizzano una cittadina bella, artistica, culturale, umana. da vivere e riscoprire

http://www.valchiavenna.com/it/index.html

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Nuvole Barocche

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

“Non rinunciare mai alla felicità la vita è uno spettacolo”
Così si legge entrando nel nuovo bar a Sirtori, Nuvole Barocche, il bar con caffè e musica, amico dei ciclisti, creato in uno spazio confortevole ma anche elegante.
I gestori, Assunta, Armando, Mariangela e Prospero hanno chiesto proprio ai ciclisti suggerimenti per migliorare il servizio dedicato anche a loro, perché da lì transitano in molti su bici da strada e mountain bike, e l’accorato appello di avere uno spazio è stato ascoltato, come ad esempio l’aver messo diverse rastrelliere per biciclette, non sempre disponibili in altri locali.
Sviluppato su due livelli il caffè ristorante ha diverse sale, come illustra la loro pagina Facebook https://www.facebook.com/nuvole.barocche.bar/
L’inaugurazione del locale avverrà domenica 11 settembre alle ore 17,00 a Sirtori – piazza Brioschi, 17
Assunta, Armando, Mariangela e Prospero vi aspettano

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…luoghi, cultura, tradizioni: “I tre faggi e i canti”

 

 

 

 

Come sottofondo alle immagini e al testo si può ascoltare questa evocativa musica di Adrian Von Ziegler

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Esiste un luogo nel borgo di Fuipiano, in provincia di Bergamo, in Val Imagna, un sentiero che conduce in un bosco popolato da faggi secolari e vasti paesaggi, bello da percorrere in ogni stagione, il Sentiero dei Tre Faggi e dei Canti.
Si arriva al paesino di Fuipiano, si seguono le indicazioni per i Tre Faggi, sentiero 571, camminando dapprincipio lungo una comoda strada forestale e addentrandosi poi nel bosco.
Il panorama è vasto, con ampi pascoli e bellissimi faggeti, si continua a salire dolcemente per il bosco, fino alla sommità della collina, dove si ergono, maestosi, tre faggi secolari. La loro posizione è quasi surreale, tanto da aver ispirato la particolare costruzione di una cappelletta, dedicata alla Madonna e posizionata al centro di un piccolo cerchio di pietre che ricordano un antico luogo di culto celtico.
Il sentiero prosegue nel bosco, si arriva in cresta al luogo dei canti, pinnacoli rocciosi da dove la vista spazia a perdita d’occhio. Procedendo si raggiunge un’altura dove è situata la Madonnina dei Canti, luogo suggestivo e panoramico. Per tornare a valle bisogna scendere per la località Bocca del Grassello e tornare a Fuipiano lungo il sentiero 579

http://www.prolocofuipiano.it/

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Autunno, tempo di…

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta
foto scattate presso la località Monte San Primo – Como

Autunno, tempo di foglie secche e splendidi colori, profumo di terra umida, ricca di umus.
L’Autunno è così, giornate delicatamente malinconiche, umide ma non eccessivamente fredde, a tratti nebbiose. La dirompenza estiva di caldo, colori sgargianti e giornate assolate paiono un lontano e nostalgico ricordo. Gli abiti leggeri, piacevolmente succinti e ariosi giacciono tristemente appesi negli armadi, in attesa di essere indossati la prossima estate, per essere di nuovo sfoggiati in tutto il loro esuberante temperamento.
L’Autunno è però triste solo in apparenza, perché in realtà racchiude bellezze silenziose e discrete che si mostrano teneramente, proprio come il riccio mostra delicatamente il suo tenero grembo e gentilmente ci porge il suo squisito frutto.
L’Autunno è così, gentile e silenzioso e, come il riccio, serba nel proprio grembo l’embrione della nuova vita che tornerà a germogliare in primavera.
Che belle castagne
La parola Autunno deriva dal latino “auctus”, participio passato del verbo “augere” che significa arricchire, aumentare. Il significato rimanda all’abbondanza di frutti, erbe, cereali che si raccolgono grazie al grande lavoro estivo di semina e raccolta, al fine di superare al meglio il periodo invernale.
L’Autunno è anche la stagione in cui sarebbe bene recuperare le forze per affrontare i rigori dell’inverno e prepararsi alla nuova vita che sboccerà in primavera.
Sotto il variopinto tappeto di foglie secche c’è un grande fermento di vita che, silenziosamente e incessantemente si prepara ad esplodere in colori e profumi in primavera. È giunto quindi il momento di non sprecare le energie, di proteggersi dal freddo e aumentare le difese immunitarie. Ancora una volta la natura ci viene in aiuto con le sue preziose erbe e piante, come ad esempio la betulla il cui infuso aiuta a liberarsi dalle tossine, oppure la malva per decongestionare l’organismo; l’uncaria che ha il potere di aumentare le difese immunitarie, l’echinacea, antivirale, l’artiglio del diavolo, per i dolori da freddo e reumatici, l’equiseto, rimineralizzante, l’eucalipto, antibatterico, indicato per calmare la tosse.

http://www.tuttogreen.it/erbe-commestibili-autunno/

http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/9726-erbe-selvatiche-piante-commestibili-inverno

…e per godersi momenti di tranquillità tutti per sè, un pò di musica rilassante, come quella di questo bellissimo link di youtube.

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…luoghi, cultura, tradizioni: autunno a Montevecchia

Testo e foto di Cinzia Valtorta

Percorrendo la statale Como-Bergamo, SP54, tra Missaglia e Merate, si trovano le indicazioni per Montevecchia, nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

Si raggiunge l’antico borgo sia in auto, sia percorrendo il sentiero escursionistico che costeggia la strada e sale seguendo il profilo delle colline a terrazze coltivate a viti, rosmarino e salvia. Per circa mezz’ora, il tempo di percorrenza del sentiero, si ha la sensazione di essere immersi in un’altra dimensione, circondati da un paesaggio lussureggiante di vegetazione, pacifico e rilassante.

La chiesa che si vede sulla sommità è il santuario dedicato alla Beata Vergine del Carmelo, l’altra grande chiesa nel paese è la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. Si dice che la torre campanaria del santuario sia stata un tempo un’antica torre-vedetta di epoca medievale, da qui dunque la provenienza del nome del paese che pare derivi da Mons Vigiliae, monte della vedetta, trasformatosi poi nel tempo in Monteveglia e infine , Montevecchia.

http://parrocchiamontevecchia.it/conosci-la-parrocchia/chiese
http://santuario.parrocchiamontevecchia.it/la-storia

Quello che colpisce il visitatore lungo il sentiero sono le colline coltivate a rosmarino, un’erba aromatica che cresce molto bene nei luoghi caldi e assolati, la sua l’etimologia pare sia infatti “rugiada di mare”. Per gli egizi il rosmarino era la pianta dell’immortalità, si pensi che ha parecchie proprietà, disintossicante del fegato, rafforza il sistema immunitario, è antidolorifico, antinfiammatorio, antibatterico, contrasta le allergie, favorisce la digestione, la circolazione, è diuretico ed è un ottimo anti-età.
La Valle del Curone è ricca di corsi d’acqua, muschi e una roccia tipica del posto, il travertino, visibile anche sul sentiero, come descritto in questo interessante articolo.

http://www.parcocurone.it/retenatura/sorgenti.html

In autunno il paesaggio si tinge di colori belli e suggestivi, rendendo il luogo quasi magico e incantevole, da osservare sia nel suo insieme che nei piccoli dettagli.
Il paese è frequentato anche da appassionati di ciclismo, che amano mettere alla prova la propria forza fisica e le proprie bici, percorrendo la strada che raggiunge la sommità della collina con pendenze che superano anche il 20% di dislivello.
Montevecchia, un cameo incastonato fra le colline dell’Alta Brianza e la Valle del Curone, da visitare e riscoprire.

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…luoghi, cultura, tradizioni: rifugio Roda de Vaèl

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Partiamo da Passo Costalunga/Karerpass diretti verso il gruppo del Catinaccio/Rosengarten, destinazione Roda de Vaèl/Rotwandhütte, sentiero 552. Si attraversa la foresta di abeti, il percorso è facile e suggestivo, strada facendo si trovano belle baite ben curate nei dettagli, che contribuiscono a dare fascino al luogo, nonché un aspetto fiabesco, infatti queste terre sono ricche di antiche leggende che si possono leggere al link in fondo all’articolo.
Si procede attraversando prati e pascoli, salendo di quota ci si avvicina al Gruppo del Catinaccio, verso la parte denominata Sella del Ciampaz, in località Vigo di Fassa, dove si trova il rifugio Roda de Vaèl a 2280 m. di altitudine.
Il rifugio ha festeggiato i 100 anni di vita nel 2007. Fu inaugurato il 7 agosto 1906, tra i promotori ci fu anche Theodor Christomannos, politico appassionato di alpinismo, autore di molte opere atte a sviluppare il turismo in Alto Adige, tra le quali la Strada delle Dolomiti che transita dal Passo di Costalunga/Karerpass, e collega Bolzano a tutta la zona dolomitica.
Dal rifugio si torna verso il Passo di Costalunga e, arrivati alla sua sommità si può ammirare il monumento dedicato a Christomannos, la maestosa aquila di bronzo alta 2,50 metri che osserva solennemente le meraviglie del luogo. Il suo sguardo severo e deciso pare rimandarci alle esperienze di Christomannos che, con grande lungimiranza ha compreso come dare valore a queste zone e, se noi oggi decidiamo di trascorrere le nostre vacanze in Alto Adige possiamo attraversare con facilità questi monti e le loro splendide località facendo esperienza delle tradizioni e della cultura dei loro abitanti e delle storie che le montagne possono raccontare.

http://www.rodadivael.it/ita/index.html
http://www.recuperanti.it/rec_dolomiti_33.php
http://www.enrosadira.it/dolomiti/leggendadelrosengarten.htm

Aquila: da ere immemori è considerata il simbolo dell’invincibilità, grazie alla straordinaria capacità di volare, con eleganza e maestosità, a quote irrangiungibili da altri uccelli e rapaci, grazie alla velocità nel volo e nel piombare sulle prede, grazie alla vista acutissima, è stata paragonata al sole e messaggero degli dei. L’aquila simboleggia inoltre acutezza mentale ed ingegno
http://www.mitiemisteri.it/esoterismo/animali/aquila.html

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…luoghi, cultura, tradizioni: nella terra di Coppi

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Partiamo da Salice Terme. In sella alle nostre bici ci dirigiamo verso Costa Vescovato, da qui inizia la salita che ci porterà a Passo Coppi ed a Castellania, luogo natale ed il mausoleo dedicato al Campionissimo ed al fratello Serse, il percorso, andata e ritorno, è lungo circa 35 km con pendenze che arrivano al 14% ma solo per brevissimi tratti, offrendo la possibilità, anche ai meno allenati, di fare questo percorso nella memoria.
Attraversiamo la bucolica campagna dell’Oltrepo Pavese, su e giù lungo il nastro d’asfalto che, a tratti, si inerpica su per la collina per poi precipitare in ripide discese, le stesse strade che Fausto aveva percorso da bambino e da professionista, durante i suoi allenamenti, strade “nervose” da non sottovalutare, per non restare senza fiato e senza gambe.
In questa terra il tempo sembra essersi fermato, le pacifiche colline sono ricche di vigneti, a tratti si vedono grandi prati e fattorie, lungo la strada notiamo più biciclette che auto, segno tangibile di una terra che ama il ciclismo, ogni tanto passa un trattore, la gente qui si muove senza fretta, con la pacatezza tipica di chi vive la campagna, abituata ad altri ritmi che non sono quelli frenetici dell’industria.
Una bellissima giornata trascorsa in una terra meravigliosa, ancora rispettata e lavorata con tradizione e sapienza, da valorizzare per il suo pregiato vino o da amare così com’è scoprendola con il ritmo lento della storia, restando incantati per gli antichi borghi che, come segreti scrigni, si aprono al visitatore in tutta la loro bellezza, tradizione e storia.
Visitando il sito ufficiale della regione Piemonte, sotto riportato, si percorrono i diversi e numerosi itinerari culturali per divertirsi a conoscere, riscoprire e giocare con la fantasia, oltre alla grande risorsa rappresentata dall’enogastronomia, dai sapori e profumi della campagna Piemontese.

http://www.piemonteitalia.eu/gestoredati/dettaglio/1/musei/119/casa-di-fausto-coppi-castellania.html
http://www.lamitica.it/percorsi.php

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