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Viaggi, cultura, tradizoni: “Viaggio del Cuore in Alto Adige, Val Ridanna/Ridnauntal”

 

Testo di ©Cinzia Valtorta, foto di ©Luciano Magni

Se gradito, questo brano può essere ascoltato durante la lettura del testo o l’osservazione delle foto

 

Alpeggio rimanda subito alla mente verdi pascoli fioriti in una scenografia di alte montagne. Alm è la traduzione letterale tedesca di alpeggio, se vogliamo far riferimento soltanto al vocabolario, ma se vogliamo vedere la parola sotto un aspetto onomatopeico, Alm ricorda Alma, un poetico nome di donna, ma anche l’antica espressione di Anima.

L’Anima della montagna è rappresentata dalle creature che la abitano e la vivono, pensiamo alla voce allegra e melodica degli uccelli, gli scoiattoli che intravediamo correre, leggeri e veloci tra i rami, o ai camosci curiosi che si muovono, agili nella foresta.

Anima è il vento che fa risuonare le fronde degli alberi, è l’alba dorata che risveglia la natura e si lascia ammirare attraverso la goccia di rugiada posata sullo stelo d’erba, è la foresta di alberi secolari che la popolano.

Anima è l’aria frizzante del mattino, che inspiriamo velocemente, riscaldandoci nel cammino, risalendo verso gli alti alpeggi, in cerca di ristoro presso le malghe che lì’ sorgono e vivono. E proprio qui, in Val Ridanna, /Ridnauntal, nel paesino di Telves/Telfes, raggiungibile lungo la strada che da Vipiteno/Sterzing, in Val Isarco/Eisacktal si dirige verso la Val Ridanna, dopo aver attraversato un tratto  incantevole di foresta di conifere, raggiungiamo una malga, la Freund Alm, il nome è piacevole, Freund è la parola tedesca che significa “amico”, così come l’aspetto semplice della malga rimanda ad un sentimento di amichevole tenerezza.

Il cielo è coperto e sta cadendo una pioggia sottile e fredda. Oltre a noi non c’è nessun altro nei paraggi. Abbassiamo con discrezione la maniglia, la porta è aperta ed entriamo. La piccola sala è arredata con le tipiche panche e sedie in legno, semplici e robuste, le pareti, anch’esse in legno, coibentano bene l’ambiente dal tempo umido e freddo all’esterno. L’impressione che abbiamo è di essere in una delle tipiche malghe dell’Alto Adige ma al contempo di essere entrati nella casa di una giovane donna che ci saluta, sorridente e cortese.

Ed è così che conosciamo Ingrid. Chiediamo se la malga è aperta, lei ci risponde che lo è e, con semplicità ci invita a fermarci. Ci rendiamo conto di essere gli unici clienti al momento. Ingrid ha preparato patate lessate, pronte per essere ripassate in padella con burro, aglio e le immancabili e profumate erbe alpine, arricchite con speck, uova o il saporito formaggio d’alpeggio.

L’atteggiamento di Ingrid, di dolce cortesia, ci consente di affacciarci alla soglia della cucina. Parliamo con lei come si farebbe con un’amica. Mentre rimesta le patate Ingrid ci racconta che lei e la famiglia vivono lì all’alpeggio per tutto l’anno, nella bella malga adiacente al rifugio, una scelta di vita importante e coraggiosa. Quando l’inverno ammanta di neve la valle, loro si spostano con la motoslitta, durante l’estate lavorano per poter trascorrere il periodo freddo nel migliore dei modi.

Intanto il pranzo è pronto, ci viene servito in due pentole di ferro, appoggiate su un asse di legno, uno dei tipici e gustosi piatti della loro tradizione, uova, speck, patate e formaggio arrostiti nel burro da loro prodotto, che rende il piatto ancora più buono e prelibato.

Mangiamo immersi nella sonorità lieve ed ovattata di una giornata piovosa, avvolti dal tepore della malga guardiamo dalle finestre le gocce di pioggia cadere dalla tettoia che Ingrid ci spiega essere quella della stalla. Proprio dietro alla parete della cucina sono riparate le loro mucche che il marito, René, sta accudendo con esperienza e rispetto. Ingrid ci chiede se vogliamo vedere la loro stalla, dove hanno un po’ di mucche, alcune caprette e qualche maiale.

Dopo il pranzo usciamo dalla malga per raggiungere il marito, René, nella stalla, dove due vitellini stanno prendendo il latte mentre lui si premura di sistemarli di nuovo sotto le madri ogni volta che si spostano.

Al nostro ingresso le mucche che non stanno allattando si girano verso di noi in allerta, pronte ad intervenire se osiamo disturbare le madri con i figli. Esse sono assicurate al divisorio ma noi non abbiamo nessuna intenzione di disturbare, ce ne stiamo in disparte a goderci la bellissima immagine dei piccoli che mangiano dalle loro madri.

René ci raggiunge, sebbene indaffarato, è lieto che abbiamo voluto vedere la loro stalla. Le mucche verranno fatte uscire non appena riprenderà la bella stagione.

René e Ingrid si mettono in posa per una foto, di fronte alla malga, alla Freund Alm, Alm come alpeggio, Alm come Anima. Hanno scelto consapevolmente di vivere, con i loro figli, nel cuore della Montagna, in un luogo antico, protetto, magico. Hanno deciso, con i figli, di celebrare ogni giorno la vita in accordo con la montagna, di accettare le sue condizioni e di prendersi cura delle sue creature.

Benvenuti in Val Ridanna/Ridnauntal, benvenuti alla Freund Alm

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Categorie: cultura e tradizioni | Tag: , , , , , , ,

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