Archivi del mese: ottobre 2018

Il viaggio della vita, le fiabe di Nonna Elfo: “Terra elfica”.

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Cari amici, oggi volevo portarvi a visitare uno dei tanti luoghi del nostro bellissimo Paese, davvero magico.
Non mi riferisco soltanto al paesaggio, creato dalle morbide colline piacentine della Val Trebbia, che di per sé rappresenta una meravigliosa tavolozza di colori, ma anche alla terra stessa.

Il nostro bellissimo Pianeta non è soltanto la nostra casa, è anche un essere vivente, ed essendo antico di milioni di anni ha acquisito una grande esperienza, di sé stesso ma anche dell’ancestrale conoscenza, l’intelligenza del Cosmo che noi definiamo la Magia che tutto pervade

Ecco, osservate il paesaggio, ascoltate il silenzio che aleggia lungo queste colline, è un silenzio morbido, vellutato. Ascoltate l’energia di questa Terra, prestate attenzione ai vostri piedi, se avrete pazienza, sentirete una sorta di flusso sotto di voi, come il pulsare del sangue nelle vene. Questa energia trasporta l’antica conoscenza, umana e divina, la delicatezza delle ali di una farfalla e la forza roboante di un antico drago.

Venite,percorriamo questo sentiero, se potete non distraetevi, percepite questa forza senza timore, vi sembrerà di entrare in una dimensione antica ed elevata. Permettete a questa forza di entrare in voi, di comunicare con voi, è la maniera di questa Terra di amare.
Questa terra è di origine vulcanica, rocce eruttive, così si chiamano, createsi dal magma, circa 250 milioni di anni fa. Sullo sfondo si vede la Pietra Perduca con la chiesina del X secolo. Ma ben più anticamente questa terra era abitata dai Celti, i cui sacerdoti eseguivano rituali di fertilità, immergendo le donne in vasche, dette letti dei santi, che si vedono tutt’ora sulla pietra, ricche di acque pure. La terra, Madre essa stessa, offriva l’acqua del suo grembo benedetto, per dare la vita nel grembo delle donne di quell’epoca ed ora a piccoli animaletti che abitano quelle vasche.

La chiesina è dedicata a Sant’Anna, moglie di Gioacchino, genitori della Vergine Maria. Anna concepì la figlia in età avanzata.

Con immensa gratitudine salutiamo questo posto, in silenzioso rispetto torniamo sui nostri passi. Sta calando la sera sugli antichi colli, godiamoci lo spettacolo del tramonto, poi potremo fermarci presso una tipica trattoria, lì troveremo Katia, a Pianello Val Tidone, una donna dinamica e simpatica, che ci farà gustare le prelibatezze tradizionali di questa terra.

Ristorante Case Gazzoli
https://www.facebook.com/Ristorante-Case-Gazzoli-109955102412309/

 

 

Pietra Perduca e l'Oratorio di Sant Anna amanti

foto di Luciano Magni Bergfantouring

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Luoghi, cultura, tradizioni: “Romantica Varenna”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

E’ capitato, almeno una volta, di sostare con l’auto, in colonna nei pressi delle rive del Lario, ed aspettare l’arrivo del traghetto che ci avrebbe trasportati dall’altra parte del lago.
Da bambini era un evento da raccontare il lunedì, a scuola.
Il traghetto, ai nostri occhi, appariva davvero grande. Una volta a bordo, scendevamo dall’auto, con le raccomandazioni dei genitori, e perlustravamo quel bellissimo mondo.
Parevano tante le auto, una accanto all’altra, ben ordinate, all’interno le persone ci guardavano e magari ci salutavano. E quanto era divertente sapere che la nostra auto veniva trasportata da un altro mezzo.

Sotto i porticati si passeggiava, le mamme guardavano le vetrine, i papà parlavano delle loro cose, e noi ci rincorrevamo tra le colonne finché non venivamo richiamati e aspettavamo di fermarci ad una delle tante gelaterie, e mangiare il sospirato gelato.

D’altronde eravamo venuti per questo, no di certo per guardare le vetrine, passeggiare per gli incantevoli vicoli, ammirare i palazzi storici, ed osservare il bellissimo panorama del lago…..

Varenna si affaccia sul Lario, dalla parte di Lecco e guarda Bellagio, sul lato opposto, il traghetto unisce i due borghi.

Varenna era un piccolo villaggio di pescatori, fu devastato nell’anno 1126.
Nel 1169 venne distrutta l’Isola Comacina. I suoi abitanti si rifugiarono a Varenne, dove vennero accolti e protetti.

Fin da allora, il fine settimana prossimo al 24 giugno, festa di San Giovanni, si ricorda l’evento salvifico illuminando il lago, a simboleggiare l’esodo dei rifugiati. Gli artigiani, i famosi Maestri Comacini, sono i discendenti di coloro che si salvarono

http://www.varennaturismo.com/#

Ed è così che ora guardo Varenna, così bella che ho voluto rappresentarla in questa piccola rassegna fotografica

 

 

 

 

 

 

 

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