Archivi del mese: settembre 2017

I viaggi dell’Anima, tante storie: “Signore e Signori, buon pomeriggio.”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

La sigla iniziale parte, le immagini di presentazione scorrono veloci, alcune a tutto schermo, paiono bucarlo, frenetiche, dirompenti. Poi la sigla si smorza pian piano, con toni sempre più leggeri, fino ad esaurirsi. La scena si sposta nello studio televisivo, gli applausi scrosciano e la conduttrice esce dalle quinti a passo deciso, in direzione della telecamera che la porterà nelle case di tutti i telespettatori che stanno seguendo il programma. Il trucco e la pettinatura perfetti, l’eleganza sobria ma decisa restituisce il profilo di una donna all’apice del successo e della carriera personale. La voce, dal timbro forte e suadente, saluta con studiata cortesia e vigore e, senza perdersi in preamboli introduce gli argomenti della puntata a ritmo elevato, quasi senza pause, una cascata di informazioni che non lascia il tempo al pensiero, come un vortice risucchiante che toglie il respiro e la consapevolezza del momento.
Il programma si occupa di fatti di cronaca, ma non è la rubrica di un telegiornale, si tratta piuttosto di un programma di intrattenimento quotidiano, pettegolezzi da bar con ospiti di riferimento a commentare le notizie di cronaca sentite dai quotidiani, con la pretesa di approfondirle nei loro aspetti più macabri ed inquietanti che la conduttrice non manca di sottolineare e far rimarcare dall’ospite intervistato per l’occasione, ma se quest’ultimo non vuole soffermarsi su dettagli spiacevoli, lei lo avvinghia con il suo parlare senza respiro per costringerlo a procedere con la descrizione interrotta.
È quasi impossibile sottrarsi alla conduzione della donna, il suo sguardo è penetrante, senza remore, e ogni volta che l’ospite tenta di sottrarsi al diktat della conduttrice, lei lo interrompe inesorabile e gli impedisce di esprimersi con ogni mezzo a sua disposizione, mostrando sempre il suo sorriso magnetico.
Un altro programma viene trasmesso, la  stessa donna lo conduce, stavolta il suo aspetto è meno ricercato, è invece delicato, a tratti poco formale, ma lei è sempre perfetta, si occupa di ospitare persone nello studio che raccontano i propri fatti di vita difficili che lei ascolta con passione ed apparente, sincero trasporto.
Il programma sta volgendo al termine, la conduttrice saluta i suoi ospiti augurando loro di risolvere al più presto i loro problemi, poi si rivolge ai telespettatori per un saluto e per ricordare della puntata successiva.
Le telecamere si spengono, gli ospiti salutano, si intrattengono ancora brevemente con la conduttrice, poi vengono accompagnati verso l’esterno degli studi televisivi. I tecnici iniziano le operazioni di spegnimento e ripristino dello studio, infine, per ultimo, spengono le luci. Il set televisivo è immerso nella penombra, soltanto le luci di cortesia sono rimaste accese.

Tra i macchinari di studio si intravede una silhouette, sembra un manichino dalle forme femminili, un paio di tecnici si dirigono verso di esso, entrambe lo sollevano, rigido, per riporlo al suo posto, sembra essere piuttosto pesante a giudicare da come lo stanno portando. Con attenzione lo conducono fuori dallo studio televisivo, incamminandosi lungo il corridoio illuminato che conduce ai camerini, e solo in quel momento, sotto la luce, si vede che i due uomini stanno portando la conduttrice, inerme come una bambola, spenta come lo sono le telecamere, indossa ancora gli abiti di scena. I due entrano in uno dei camerini e lì pongono in piedi la conduttrice, sul  pavimento, rigida come una statua, lo sguardo vitreo, i capelli ben pettinati, il trucco perfetto, prima di uscire, la coprono con un telo antipolvere e spengono la luce.

Annunci
Categorie: favole e racconti | Tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

Luoghi, cultura, tradizioni: “Gita del Cuore in Alto Adige”

2

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Una settimana trascorsa tra le montagne più belle al mondo, itinerari escursionistici e soste in rifugi e malghe dove l’accoglienza e la cortesia significano professionalità ma anche genuinità.

ADOLF MUNKEL WEG

 

Al rifugio

Abbiamo cominciato la settimana escursionistica con uno dei più affascinanti itinerari dell’Alto Adige, il sentiero Adolf Munkel/Adolf Munkel Weg, nel parco Naturale Odle – Puez, Geisler/Puez Natural Park, che si sviluppa lungo un’ampia strada bianca e si inoltra nella foresta di conifere, fino a raggiungere la palestra di roccia ai piedi delle Odle, bianche, bellissime, gigantesche che lasciano l’impressione di poterle toccare allungando soltanto una mano. Abbiamo camminato su e giù per il grande ghiaione, per poi procedere di nuovo lungo la foresta, attraversando grandi pascoli verdi.
Sosta dopo circa 2 ore di escursione presso la Malga Glatsch/Glatsch Alm http://glatschalm.com/?lang=it e, a pochi minuti di distanza, ancora sosta per un caffè alla Geisler Alm/Rifugio delle Odle, dove rilassarsi e prendere anche il sole sulle originali e comode sdraio fatte di tronchi, ammirando lo splendido panorama offerto dalle montagne
http://www.geisleralm.com/it/contatto.html

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

WURZJOCH – PASSO DELLE ERBE

 

9 al cospetto della montagna

In Badia, un ambiente silvestre di straordinaria bellezza lo si gode attraversando il Passo delle Erbe/Wurzjoch, frequentato da turisti ed appassionati di montagna, sebbene a tratti ancora naturalmente selvaggio, perché poco accessibile. Arrivati alla sua sommità, si segue l’ampia strada bianca che porta verso la malga Munt de Fornella/Munt Fornella Hútte, da dove si può partire per il Giro del Putia, il monte che sovrasta il luogo e lo circonda con la sua immensa bellezza.
Ci si può fermare nel bel parco giochi offerto dalla malga, ci si può ristorare, riposarsi oppure proseguire per escursioni brevi o più impegnative, ammirando il grande spettacolo nella zona del Putia
http://www.muntdefornella.it/it/

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

RIFUGIO GENOVA

 

3 le mucche

Partiamo da Zans Treffpunkt – il centro informazioni di Zannes, in val di Funes, e ci incamminiamo in direzione del Rifugio Genova/Schlüterhütte
Il percorso è lungo ma molto affascinante, panoramicamente superbo, si attraversano pascoli, si percorrono sentieri con tratti anche impervi ma la vista ripaga la fatica. La salita al Col de Poma/Zendleser Kofer prima di fermarsi al Rifugio Genova è suggerita e anche quest’altra fatica, seppur modesta, ripaga con panorami a 360 gradi di immensa bellezza.
Poi si scende ed eccolo, il rifugio, e questo piccolo video dal link contenuto nel loro blog, è davvero suggestivo e racconta molto bene l’atmosfera del luogo
http://www.schlueterhuette.com/Rifugio_Genova/Immagini.html

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

VALLE AURINA – MALGA KEHRER

 

15

Valle Aurina/Ahrntal, adiacente alla val di Tures/Tauferertal, sul confine con la val Pusteria, appaga l’occhio con la morbida e verdeggiante bellezza dei suoi monti, offrendo luoghi incantevoli da attraversare per il turista occasionale, ma anche per l’escursionista più esperto ed esigente, potendo affrontare percorsi che portano anche alla quota dei tremila, come il Picco dei Tre Signori
Partendo da Casere/Kasern, uno degli ultimi paesi sul confine italiano/austriaco,sotto la Vetta d’Italia, nel comune di Predoi (BZ), si percorre un’ampia e comoda strada bianca che, con il suo discreto dislivello, da m. 1610 slm, conduce fino a fondo valle, portandoci alla quota di m. 1830 slm, presso una delle innumerevoli malghe che si trovano lungo il percorso, e più precisamente la malga Kehrer/Kehrer Alm.
La famiglia Põrnbacher, Pepe, la figlia Sigrid e la nipote Anne gestiscono la malga e accolgono gli innumerevoli escursionisti che qui si fermano, per sostare ma soprattutto per apprezzare l’ottima cucina della famiglia Põrnbacher costituita da genuinità, amore e tradizione. Ogni piatto è una poesia, dal sapore traspare l’immenso amore che questa gente ha per la propria terra, perciò chi assaggia i loro piatti non nutre soltanto il corpo ma assimila anche l’amore che il territorio ripaga chi lo porta con sé ogni giorno, nutrendo così anche lo spirito.
Il fragrante e ancora tiepido pane cotto nel forno a legna della malga, dal sapore deciso e speziato del grano integrale, le verdure dell’orto, il condimento a base di erbe aromatiche e burro di malga, (loro usano solo ingredienti locali e di stagione), l’immancabile speck, carni e dolci dal gusto incantevole

La gente dell’Alto Adige è caratterialmente legata al proprio territorio, che preserva con cura, poiché dà loro anche di che vivere, nel turismo, nell’agricoltura, nell’allevamento del bestiame, e particolarmente, gli abitanti della Valle Aurina/Ahrntal provano grande amore per i loro luoghi, portando nel cuore Heimat, che non significa soltanto patria, traduzione letterale, ma significa profondo amore e rispetto per una terra che li ha visti nascere, crescere e che a sua volta li ama.
Al pronunciare la parola Heimat a Sigrid si illuminano gli occhi e con cuore aperto rivela di percorrere ogni giorno d’estate la strada bianca che da Casere/Kasern conduce alla malga e di fermarsi spesso, incantata dal luogo che ha visto migliaia di volte, per scattare delle foto. Le sue parole si infervorano al ricordo amorevole che le immagini tanto care le suscitano.
Questa è la vera e completa traduzione della parola Heimat, che non si può spiegare con un solo e asettico termine, ma il significato va invece raccontato come una poesia, perché la propria terra è infatti amore e poesia.
Questo ci insegna la gente dell’Alto Adige/Süd Tirol, il sentimento d’amore si imprime fermamente in noi e lascia una traccia durevole, più che il ricordo di aver gustato un piatto tipico.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Categorie: cultura e tradizioni | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.