Archivi del mese: dicembre 2016

…i viaggi dell’Anima, tante storie: “Un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito” – 3° parte

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https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/

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… e a tutti voi, i migliori auguri di Buon Natale

 

…danzo come un antico sciamano, ascoltando il suono creato nella mia testa che proviene al contempo attorno a me, dalla terra, dagli alberi, dai sassi, da tutto ciò che mi circonda. Figure di ogni sorta e forma si uniscono alla mia danza, muovendosi all’unisono, finché pare che tutta la foresta stia danzando. Figure fiabesche ed animalesche si alternano in questa danza ritmata, tribale. Il suono si fa più incisivo ed assordante, è quasi impossibile smettere di danzare, temo di non riuscire a fermami. E’ soltanto con un grande sforzo di volontà che rallento il mio ritmo, ed il suono attorno a me si adegua man mano, fino a fermarsi con me.

Riprendo fiato e apro gli occhi, attorno a me non c’è più nessuno. Mi accorgo di avere sete, e mi incammino per cercare un corso d’acqua. Mi inoltro nella foresta e, dopo non molto tempo sento il suono dello scorrere dell’acqua, mi dirigo da quella parte.

Raggiungo una forra, un ruscello scende a balzi formando piccole pozze d’acqua limpida, mi fermo presso quella più accessibile e mi accingo a bere, l’acqua è fredda e buonissima; inevitabilmente osservo il mio riflesso nell’acqua che mi rimanda il viso che conosco, il quale ora ha però un che di selvaggio che lo rende bellissimo. Mi osservo con attenzione, rapita dal mio riflesso, mi avvedo che esso comincia a mutare, è così che l’acqua mi rimanda altre me stessa, ma con volti che via via raccontano differenti esperienze ed epoche.

Osservo gli innumerevoli miei riflessi finché la mia immagine sparisce. Sento di continuare ad esistere ma non capisco bene come, avverto poi un movimento dinamico, a tratti vorticoso, fluido, sospeso ma non etereo, con una certa consistenza, una coscienza, ma non la compattezza di prima, sento un fremito che non so bene definire da quale parte del mio corpo provenga, perché comprendo di non avere un corpo ma di essere in qualcos’altro. L’attenzione al fremito mi fa comprendere che è un movimento gioioso, vivace, dinamico. Non so capire con quali occhi sto guardando, ma vedo un fondo grigio, a tratti marrone scorrere sotto di me, mentre sopra vedo invece un bagliore chiaro, biancastro con striature di azzurro.

Mi lascio andare al fremito che si trasforma in gioia allo stato puro, irresistibile, vitale, incontenibile. Sono acqua, fluisco, mi divido a ridosso di sassi e ciottoli per poi riunirmi subito dopo, cado liberamente in piccoli e grandi balzi, mi ripiego su me stessa e torno a fluire con allegria di volta in volta rinnovata. Sento fremiti di gioia provenire dalle creature che incontro lungo il mio percorso, e sento di avere innumerevoli fratelli e sorelle attorno a me, della stessa natura e composizione. Assieme ci sfioriamo, ci mescoliamo, ci dividiamo e ci riuniamo in un canto gaudioso, sento di essere pura vita.

Mi fermo in una piccola conca e, pian piano penetro nella terra e lì rimango, respirando con essa. Non capisco per quanto tempo rimanga in quel posto, prima di avvertire di nuovo un movimento fluido verso l’alto. Salgo nel buio, continuando al contempo a percepire una sorta di respiro. Ad ogni respiro salgo più in alto, finché vedo di nuovo la luce, stavolta di colore verde. Resto alloggiata nella parte del corpo di questa creatura che respira e si muove unitamente al respiro del vento. Respiro con la creatura, riposo con la creatura, mi nutro con la creatura, dormo con la creatura…(continua)

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…i viaggi dell’Anima, tante storie: “Fantasia di Natale”

Una serie di musiche natalizie della London Symphony Orchestra

 

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

È sera nella via affollata addobbata delle luci e dei colori del Natale. La neve, caduta abbondante durante la notte scorsa, ammanta di bianco la strada ed i marciapiedi, ma la folla festosa e ciarliera non ha difficoltà nel muoversi, le strade sono state ben pulite e rese sicure, la neve è la giusta scenografia del Natale che le antiche cartoline, colorate e luccicanti ci hanno da sempre ricordato.

Sarebbe un guaio se la neve cadesse ricoprendo ogni cosa, tutto si fermerebbe e le vie luccicanti ed affollate, con le loro vetrine ammiccanti ed infiocchettate diverrebbero tristi e mute. Non è che non si voglia la neve, soltanto per il giorno di Natale, come regalo sceso dal cielo, ad addobbare a festa gli abeti e gli alberi luccicanti di colori e lampadine, e per essere osservata dalle finestre delle case, calde, allegre e languide di pranzi e cenoni e regali, ma poi, passate le feste, la bianca neve deve nuovamente sparire dalle città, andare ad imbiancare i monti ed i borghi di alta quota, le piste da sci e i centri sportivi invernali.

No, in città la neve non ci vuole proprio, che problemi!, che disagi!, fretta, fretta, non c’è tempo di ascoltarne il suono ovattato e l’odore fresco e candido.

“Hai mai visto tu un fiocco di neve, quanto è bello?” “Si, basta che poi passi la calata ed il camion spargi-sale”.

Ma la neve, con i suoi meravigliosi fiocchi, dalle forme geometriche perfette ed artistiche, scende silenziosa su ogni cosa e ogni dove, non si cura di certo dei commenti di chi non la vuole.

I bambini amano ancora la neve, non si pongono il problema di come muoversi in auto dopo una nevicata, o di effettuare consegne urgenti, a loro piace così com’è, basta avere voglia di giocare all’aperto, e se Babbo Natale ha portato una slitta, tanto meglio.

Nella fantasia di un bimbo la neve vola, trasportata dal vento, condotta da un piccolo folletto di ghiaccio che, a bordo del cristallo lo porta nella direzione voluta, e mentre scende dal cielo, rotea leggermente per far brillare la geometria del suo fiocco.

Nella via colorata e addobbata a festa uno dei tanti negozi fa bella mostra di sé, con il castello fiabesco, il villaggio del trenino, che entra ed esce dalla galleria, le sfere luminose che, ruotando, proiettano cieli stellati nelle camerette, guerrieri antichi, moderni e senza tempo, draghi, mostri e magiche creature, la riproduzione di villaggi natalizi e la scatola con le istruzioni per costruirli, e poi peluche caldi e morbidi di ogni forma e dimensione. Un normale negozio natalizio, riccamente addobbato a festa, tranne che quella sera molti bimbi stavano pensando, senza sapere l’uno dell’altro, alla stessa cosa, quanto sarebbe bello se…

e quella sera cade una neve speciale, la maggior parte dei fiocchi sono governati da un esercito di elfi delle nevi che, richiamati dalle onde cerebrali dei bimbi, si sono recati in massa in quella zona, proprio davanti a quel negozio e hanno dato inizio alla loro magia.

È notte fonda quando dal negozio, ora deserto e silenzioso, si nota uno strano movimento,. Nessun passante, che si trovasse a transitare in quel momento lì davanti, resisterebbe a quella visione, un vero e proprio plotone di giocattoli esce dalla porta principale e si riversa lungo la strada illuminata ed ora solitaria, tutti in fila come  soldatini, diligenti ed ordinati. Arrivati ad un certo punto della via, ognuno di loro viene sollevato in volo da un elfo e la sua magia, a bordo del proprio fiocco di neve, ogni giocattolo si libra alto e veloce, verso una precisa destinazione, presso la casa di un bambino.

Il piccolo continuerà a dormire nel proprio lettino, ma la sua fantasia accetterà l’invito del fiocco di neve, che la porterà lontano, nel regno magico dove la fantasia di ogni bambino abita e, insieme daranno vita a storie e a mondi fantastici.

Saliamo a bordo del fiocco di neve con il suo elfo e…buona fantasia a tutti!!

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peace on earth (pace sulla terra)

 

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…i viaggi dell’Anima, tante storie: “un tè preso su una terrazza affacciata sull’infinito 2° parte”

 

 

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

(https://iviaggidicinzia.wordpress.com/2016/11/11/i-viaggi-dellanima-tante-storie-un-te-preso-su-una-terrazza-affacciata-sullinfinito-1-parte/)

…Diana ed io, solo noi due, apparentemente, una di fronte all’altra, nella stessa posizione, come due sfingi a guardia dell’immensità del cosmo. Noto solo ora, in quella situazione grottesca, che Diana ha lo stesso colore dei miei occhi, guardando nei suoi è come se mi specchiassi e vedessi me stessa agli albori della vita, è così che mi compaiono davanti miliardi di molecole che si raggruppano, diventando via via più numerose, muovendosi a spirale, creando forme, colori di luce e raggi d’energia.

Mi chiedo quando è cominciato tutto questo, l’eterna danza delle energie che creano e plasmano, e continuando a vedere luci e colori mi sento di fluttuare, leggera e veloce, formando vortici, spirali sempre più intense, sfrecciando a velocità inimmaginabili, e poi esplosione di luci e colori, creano fontane di  luci che si disperdono nell’immensità oscura, ovunque e, a loro volta, creano altre esplosioni di luci e colori, luci sempre più vivide, colori sempre più intensi, abbaglianti, fulmini che afferrano e scagliano via, lontano, si crea una curvatura per frenarne l’impeto, energia, energia intensa, bianca e di nuovo esplosioni, per un tempo infinito, sempre più veloci, inarrestabili, sempre di più, sempre di più, sempre di più……

Poi, improvvisamente, l’oscurità prende il posto della luce, un’oscurità formata in realtà da punti luminosi e colorati che si muovono ininterrottamente, assumendo miriadi di forme, intersecando i colori, ecco che prevale il blu, ora prevale il rosso, ora prevale il violetto, il verde….

D’improvviso una grande macchia di colori mescolati che si muove, ruota come i cristalli colorati di un caleidoscopio, le forme, i colori si dispongono a creare un grande mandala che si avvicina sempre di più finché i colori si confondo di nuovo.

Consistenza di terra, odore di muschio e resina, humus. Un movimento sfocato davanti a me di una forma indistinta che sembra appartenermi, diventa ora via via più chiara nei contorni, riesco a vedere la mia mano sporca di terra umida, foglie ed erba, come se emergesse in quell’attimo dalle sue profondità, il braccio è pesante, come se lo sentissi per la prima volta, poi man mano che muovo le altre parti del mio corpo ne avverto la consistenza ed il loro peso, e mentre mi muovo sento un aroma, di muschio, resine, fiori, mi è quasi familiare, riconosco di averlo già sentito, al momento mi sfugge però il dove. Ora un movimento, proviene da una parte di me, piedi affondano nella terra morbida, uno dopo l’altro, il tatto è fresco e umido, la consistenza della terra dona una piacevole carezza ad ogni passo. Passo dopo passo sento sempre meno il peso del mio corpo che ora non mi distrae, posso guardarmi attorno, foglie attorno e sopra di me, verde chiaro e verde scuro si confondono, aroma pungente e verde, linfa, resina, come se scorresse anche dentro me stessa, ne sento il sapore in bocca. Mi chino, afferro un pugno di terra, la stringo, la porto verso di me, appoggiandola al mio corpo, la avvicino al mio viso, la annuso, ne contemplo l’aroma intenso e dolce, inebriante, chiudo gli occhi, ascolto l’aroma con tutta me stessa, molecola nelle molecole, riapro gli occhi e continuo ad avanzare stringendo ancora il pugno di terra finché, dopo pochi passi, arrivo ad una radura. Sotto i miei piedi ora c’è erba morbida e fresca, un soffice tappeto, proseguo fino a trovarmi al centro della radura.

Mi inginocchio e poso il mucchietto di terra sull’erba, rimango inginocchiata, come in preghiera, ad occhi chiusi osservo le immagini che si creano nella mia mente, sono movimenti veloci senza una forma che man mano rallentano, il colore che pervade è come terra scura, morbida, creano un suono ovattato, come un battito, diventano suoni ritmici, cupi e profondi. Dalla mia posizione inginocchiata comincio impercettibilmente a seguire il suono creato nella mia testa e, man mano che i movimenti si fanno più visibili, più ampi, il mio corpo viene scosso nel seguire questa sorta di danza arcaica, mi alzo in piedi e danzo, battendo i piedi a terra come un antico sciamano. Altre figure si muovono ora attorno a me, danzano con me, alcune sono eteree, trasparenti, dalla forma vagamente umana ma sottili come veli, altre sono consistenti, cespugliose, brune, arruffate, altre alte e scure, ognuno di loro si muove seguendo lo stesso ritmo che sento dentro di me, danza molteplice ed unica… (continua)

guarigione sciamanica

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