Archivi del mese: aprile 2016

… luoghi, cultura, tradizioni: Clusone

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Viaggiando attraverso le bellezze della Lombardia, con i percorsi escursionistici montani, non vogliamo dimenticare le città d’arte. Una delle tante è Clusone.
Clusone è una bella cittadina in provincia di Bergamo, in Val Seriana, delimitata da un lato da una vasta pineta che risale le pendici del monte Cucco (771 m. slm). Oltre ad essere luogo di escursioni e relax, Clusone offre le emozioni del Parco Avventura, con divertimento per tutti http://www.parcoavventurainpineta.it/

Ricca di storia e dominazioni, Clusone si mostra nello splendore dei suoi palazzi e monumenti, tra cui la basilica di Santa Maria Assunta, caratterizzata da un portico ad archi e colonne ed un’imponente scalinata con balaustre, sopra le quali spiccano quattro statue, rappresentanti gli evangelisti, che paiono essere i guardiani della cittadina. La basilica fu costruita sulla base del disegno di Giovan Battista Quadrio, architetto della Fabbrica del Duomo, tra il 1688 e il 1698. Consacrata il 6 luglio 1711, nel 1960 papa Giovanni XXIII la elevò a Basilica minore.

http://www.comune.clusone.bg.it/dettagli.aspx?c=1&sc=37&id=1&tbl=contenuti

Di fronte alla basilica si trova l’Oratorio dei Disciplini, costruito attorno al 1350, sulla cui facciata si nota un affresco che rappresenta una danza macabra, opera di Giacomo de Buschis detto il Borlone. http://www.paginedipoggio.com/?p=3048

Da lì si accede al museo della Basilica di Arte Sacra
http://www.artesacraclusone.it/

Nella Piazza dell’Orologio si erge il palazzo Marinoni Barca che ospita anche il Museo Arte Tempo, il quale custodisce opere d’arte ed esemplari di orologi da torre http://www.museoartetempo.it/

Ecco dunque Clusone, una bella cittadina che mostra le sue caratteristiche, fiera della propria storia e tradizioni.

(Una serie di musiche classiche d’accompagnamento, per rilassarci e gustarci il viaggio… )

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Il Viaggio della Vita: “Il bosco”

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Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Camminando in un bosco, in assenza di presenza, arrivo ad un punto in cui il sentiero termina, mi trovo davanti una parete di bosco in verticale, un tappeto di foglie secche e nessuna possibilità di procedere, in assenza di presenza non riesco a vedere il modo di proseguire, posso soltanto stare ferma sul posto o tornare indietro.
So che non posso e nemmeno voglio tornare indietro, non riuscirei a fare i passi che ho fatto fin’ora e che mi hanno condotto ad una via senza uscita, so soltanto di voler andare avanti.
C’è una cosa che posso fare, rimanere dove sono, sebbene pensieri ed idee di ogni tipo si stiano affollando nella mia testa, ognuna con il suo carico di possibili ed improbabili soluzioni. Ascolto questi pensieri senza fare nulla, mi permetto di lasciarli passare, così facendo creo vuoto dentro di me.
Presto mi rendo conto che non si tratta di vuoto passivo, di chi non ha più risorse, si tratta invece di vuoto strano, una condizione che soltanto la mia mente interpreta come vuoto, perché l’apparente inattività che è vuoto per la mente, è invece vuoto che potrei definire “cosmico”, perché ho l’impressione che questa condizione si trovi in un luogo più vasto di quanto possa immaginare.
Si tratta di una condizione che produce una sorta di solletico alla mente e, d’improvviso essa si zittisce e mi permette di ascoltare questo vuoto in realtà pieno di qualcosa oltre lo scibile.
Mi accorgo ora che in questa condizione ho ritrovato la presenza di me stessa, del mio Sé, che c’è sempre stata ma che io non ero in grado di sentire, perché spostata in un altro stato vibrazionale.
Nella mia condizione ora di presenza vedo un sentiero dove prima vedevo una parete invalicabile.
Il bosco, che può rappresentare il mio inconscio, mi comunica che dentro di me esiste un universo di idee nuove, possibilità infinite, capacità inaspettate, forza straordinaria, ho soltanto bisogno di contattare quella forza che mi permette di attraversare il bosco del mio inconscio ed incontrare ogni mia caratteristica, ogni mio vissuto, ogni paura, ogni dubbio, ogni lato in ombra, ogni lato pauroso, ogni parte di me che non mi piace, osservarli, sentirli, accettarli, amarli, trasformarli in nuova forza, come nuovi getti di germogli che crescono sotto un tappeto di foglie secche.

 

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