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I viaggi dell’Anima…tante storie: “Il sogno”

Mi piace chiudere l’anno con un altro racconto, emerso così, all’improvviso, sempre carico di emozioni ed immagini, che desidero dedicarlo a tutti coloro che hanno tanti sogni, ma così tanti che non possono più chiudere il cassetto.

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Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Buon Viaggio nel 2016

La protagonista è una sognatrice. Si estranea spesso dalla realtà, immaginando di vivere in un mondo solo suo, creato da lei a sua immagine, dove vive da eterna protagonista, ammirata, invidiata, irraggiungibile.
Discute per l’ennesima volta con i familiari, tanto da esprimere il desiderio di essere sola.
Anche i rapporti con conoscenti e colleghi non vanno molto bene, fatica ad entrare in relazione, a sentirsi accettata.
Il desiderio di restare da sola si fa sempre più forte. Spesso si ritrova a fantasticare di vivere in un mondo di cui è la regina incontrastata, gli altri esistono solo per ubbidire ai suoi ordini.
Una sera, dal suo appartamento, sente i vicini di casa discutere animatamente sul pianerottolo della palazzina. Ridono ed emettono schiamazzi, sono molto allegri. Lei è tentata di uscire per protestare, chiedendo il silenzio, ma non riesce a muoversi.
Si innervosisce sempre di più, finché in preda ad un forte nervosismo esce decisa dalla porta di casa, diretta al piano di sotto. Appena fuori sul pianerottolo si ferma stupita dal silenzio che sente, come se sul pianerottolo d’ingresso non ci fosse stato nessuno. Si sporge dalla ringhiera e guarda di sotto. Il pianerottolo è infatti deserto, non si ode alcun suono.
Rimane così per qualche istante, stupita e allo stesso tempo un po’ allarmata per quella situazione improvvisamente cambiata. Quindi non riuscendo a trovare una spiegazione a questo fatto, rientra in casa e chiude la porta.
Decide di non pensare all’evento, si dirige verso il divano con l’intenzione di guardare la tv e vedere in santa pace i suoi programmi preferiti, le voci che provengono dalla televisione sono però gli unici suoni che sente, attorno sembra esistere un silenzio quasi irreale.
Di nuovo si alza, si avvicina alla finestra e guarda fuori, la via è deserta, non un’auto, non una persona a piedi, i lampioni lungo la via sono accesi, ma le finestre delle case di fronte sono spente. È intimorita da questa calma irreale, ma vuole dar retta al desiderio di guardare il programma televisivo, così torna al divano, si risiede ma non riesce a concentrarsi, l’attenzione va a quello strano silenzio.
Si sveglia ancora sul divano, la tapparella è rimasta alzata, dalla finestra entra la luce del giorno, ha trascorso la notte sul divano, non sa dire quando si sia addormentata, il televisore è ancora acceso.
Va alla finestra e guarda fuori, nessuno per la strada, nessun movimento dalle case attorno.
Ora sente crampi di paura attanagliarle lo stomaco, ripensa al desiderio più volte espresso di restare da sola e stenta a credere a quanto vede e sente, o meglio non sente, nessun suono, nessun rumore, nessuna voce.
Si mette le scarpe, decisa ad uscire, vuole vedere chiaramente cosa di strano sia mai successo, ma prima telefona a casa dei suoi, per sentire se stanno bene, e se ci sono.
Il telefono squilla a lungo ma nessuno risponde. Chiama i genitori ai rispettivi cellulari, di nuovo nessuno risponde al telefono.
Fa ancora un tentativo, chiama una delle poche amiche intime, ma il cellulare è spento.
Ora si precipita giù per le scale e, disperata scende in strada. Il silenzio che la investe è spaventoso, non un frusciare di foglia, non un suono di qualsiasi genere, nemmeno l’abbaiare di un cane, niente, silenzio assoluto e spaventosamente assordante.
Le sembra di impazzire, istintivamente si porta le mani al volto, apre la bocca per urlare, la sua voce è terribilmente forte in quel silenzio da incubo. Tutto attorno a lei comincia a girare, sempre più velocemente, finché cade a terra e perde conoscenza.
Quando apre gli occhi la luce del giorno si è affievolita, non sa dire quanto tempo sia rimasta lì a terra, svenuta, forse per tutto il giorno o forse è già il giorno dopo. Si mette a sedere, in tasca ha ancora il cellulare, sembra acceso ma non segnala nessuna rete. Sola in mezzo alla strada si mette a piangere, sperando di svegliarsi da quell’incubo, eppure tutto sembra essere così reale.
Si alza, barcolla, cade di nuovo a terra, a fatica si rimette in piedi, cammina come ubriaca senza una direzione precisa. Non un’anima attorno a lei, ogni casa, ogni edificio è vuoto e buio. Con le lacrime agli occhi si volta, le pare che la strada e le case abbiano un aspetto diverso, sembrano diventati come trasparenti. Si strofina gli occhi, credendo ad un effetto di distorsione per le lacrime, ma deve invece constatare che ciò che vede sta davvero diventando trasparente, sta svanendo. Si gira di nuovo e comincia a correre in preda ad un terrore folle, quasi le manca il fiato, il cuore le batte impazzito mentre le gambe la portano chissà dove. Ciò che vede davanti a sé non è ancora svanito, si dirige quindi da quella parte, corre finché non è costretta a fermarsi, senza fiato e con il cuore in gola.
Intanto il giorno sta lasciando il posto alla sera, lei teme che non vedrà più nulla il giorno seguente, forse non ci sarà nemmeno un giorno seguente.
Ad un tratto nota un movimento alla sua sinistra, un guizzo; è così stupita e spaventata da non riuscire a muoversi, allora vede chiaramente qualcuno uscire da un caseggiato, un uomo giovane, svolta alla propria destra e procede, l’andatura veloce e l’essere assorto nei propri pensieri non gli consentono di notarla. Subito dopo una donna esce dallo stesso caseggiato: al contrario dell’uomo però la donna si guarda attorno mentre cammina ed è così che la vede, si ferma un istante, le sorride poi prosegue nella direzione presa dall’uomo.
Lei rimane per alcuni istanti ferma sul posto, incapace di muoversi, ma poi si riscuote da quel torpore e si affretta ad andare nella stessa direzione della donna.
Percorre una via di case e palazzi, deserta e desolata, finché ad un incrocio nota la donna ferma davanti all’ingresso di uno dei tanti caseggiati. La sognatrice prova una certa titubanza ma l’istante successivo si incammina raggiungendo la donna che, nel frattempo, si è voltata a guardarla e le sorride di nuovo e sembra la stia aspettando.
La sognatrice si avvicina alla donna, giovane, carina e con un sorriso rassicurante, è convinta di avere un aspetto proprio stropicciato, perché la giovane donna la guarda con un sorriso misto a tenerezza. Dopo un istante che dura un secolo, senza parole, la sognatrice apre la bocca, per un attimo teme di non riuscire a parlare ma le parole le escono ancora prima che abbia l’intenzione di pronunciarle, chiede alla giovane donna cosa è successo, perché quel silenzio e quella terribile solitudine.
La giovane donna si presenta con una stretta di mano, dice di chiamarsi Dea e la invita a seguirla, entrando nel caseggiato.
Percorrono un ingresso in penombra, poi salgono una rampa di scale ed entrano in uno degli appartamenti al primo piano. Una luce fioca entra nelle stanze dell’appartamento, perfino il sole pare essere svanito.
L’arredamento è semplice ed essenziale, in soggiorno, sul divano sono sedute alcune persone, tra le quali lei riconosce l’uomo che aveva visto uscire dalla palazzina. Quelle persone stavano conversando tra loro, un po’ distrattamente, ma ora la guardano. Lei prova un po’ di imbarazzo sentendosi osservata, guarda quelle persone a sua volta ma non sa cosa dire.
Dea interrompe il silenzio per lei, chiedendo agli ospiti della casa un momento di attenzione, presentandola, gli ospiti sul divano si presentano a loro volta, la rassicurano, dicendole che quello che le è capitato li accomuna tutti, ognuno in base alle proprie esperienze di vita e modi di reazione.
La sognatrice ascolta con grande attenzione, ma una cosa ancora non le è chiara, il mondo che lei ha sempre conosciuto è svanito per davvero?
Dea le dice che ciò che ha vissuto riguarda la sua percezione personale e che le è stata data una grande opportunità, quella di creare il mondo in base proprio alle sue percezioni. La sognatrice ribatte che si tratta sicuramente di un errore, lei non è la persona più adatta a creare un mondo di nessun genere, non si ritiene una persona con qualità adatte, e poi chi ha deciso tutto questo?
Dea guarda gli altri che annuiscono, così prende di nuovo la parola, le spiega con dolcezza che ognuno di noi, nell’arco della propria vita, ha sognato più di una volta di voler cambiare tante cose che non piacciono o di migliorarne tante altre. Tra i tanti desideri espressi, ci sono quei desideri che sono davvero costruttivi che, se esauditi, potrebbero portare migliorie e benessere a se stessi, ad altri, all’ambiente, a tutto quanto. Questi desideri non sono effimeri come si pensa, vengono archiviati da qualche parte, nel nostro campo energetico, e lì rimangono, finché giunge una forza generatrice che anima di nuovo il desiderio e gli dà forma, e questo avviene quando esistono tanti desideri della stessa natura che vengono risvegliati dalle stesse forze.
La sognatrice è confusa, stordita ma pone un’altra domanda, qual’ è questa forza generatrice capace di risvegliare e dare forma ai desideri, da dove viene quella forza. Dea risponde che ognuno di noi è creatore dei propri desideri e quella forza è la forza che noi abbiamo dentro noi stessi, nel nostro nucleo primordiale, nel nostro centro divino, quella parte antica e saggia che ci caratterizza nel modo più autentico e che è sempre presente, attenta e discreta, che sa aspettare prima di agire, aspetta affinché tutto ciò di cui siamo fatti sia pronto a cominciare e a cambiare, quindi entra in azione provocando eventi e mutamenti.
La sognatrice, stupita, chiede se quel mondo che sta sparendo non l’abbia evocato lei stessa, Dea sorride e le risponde che è così ed è felice che l’abbia compreso in tutto il suo essere, perché ora è davvero pronta a creare di nuovo.
La sognatrice, imbarazzata, dice che in verità lei era insofferente a tutto, avrebbe voluto che la realtà, così come la conosceva, sparisse, lo desiderava con rabbia e, pertanto, non si sente degna di una cosa simile. Dea la rassicura con dolcezza, dicendole che la rabbia e le immagini che evocava erano solo la punta di un iceberg che la sua mente, non avvezza a queste cose, interpretava a modo suo, mandandole quelle immagini, ma ciò che avveniva dentro di lei, nella sua parte più profonda, nel suo nucleo, era tutt’altro, era ciò che serviva a mutare le cose senza giudizi, insofferenze, in equilibrio ed armonia.
La sognatrice chiede allora cosa deve fare affinché la creazione abbia inizio. Dea ride e le dice di non preoccuparsi, le cose hanno già avuto il loro corso, la sua parte profonda e divina ha già iniziato l’opera, la sua mente non deve fare proprio nulla, non deve pensare a cosa fare, come fare, come iniziare, dove andare, deve solo aspettare, tutto le verrà comunicato al momento giusto. La sognatrice guarda Dea e gli altri, confusa, stanca, vorrebbe piangere, non capisce, vorrebbe andarsene da lì, vorrebbe solo che tutto ciò fosse solo un sogno, svegliarsi e vedere che tutto è rimasto com’era. Dea percepisce il suo malessere, la guarda con tenerezza, sorride e le dice di non preoccuparsi, presto ogni cosa andrà al suo posto.
La voce di Dea si ripete all’infinito ed è ancora nelle orecchie della sognatrice quando si sveglia sul divano. La voce di Dea si confonde con la voce che esce dal televisore ancora acceso. La sognatrice rimane ancora qualche istante seduta sul divano, come stordita. Le ultime tracce di quella voce si perdono inevitabilmente nell’eco della propria testa, lei ora ha un ricordo confuso di qualcosa che ha visto e vissuto, sicuramente in un sogno e che l’ha piuttosto turbata, ma non ha più memoria di che cosa.
Si alza e va alla finestra, è una bella giornata di sole di un qualunque sabato mattina, lei ha dormito tutta la notte sul divano, i vicini facevano un gran chiasso ieri e non le permettevano di guardare il suo programma preferito, lei si era arrabbiata molto, però qualcosa in lei la induce a fare un sorriso, la rabbia della sera precedente è finita improvvisamente come fosse stata una nuvola di fumo. Si allontana dalla finestra, va a cambiarsi, pronta per uscire, sente di avere un sacco di cose da fare, e sono davvero delle belle cose.

Buon Anno

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I viaggi dell’Anima…tante storie: “Il lago”

 

 

 

 

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Il lago del Segrino è molto bello, lo si può costeggiare per intero seguendo il percorso che lo circonda, sia lungo la strada carrozzabile che lungo la strada ciclopedonale.
Svoltato ogni angolo il lago offre uno scenario diverso di se stesso, il canneto, il letto di ninfee, il lato panoramico, i riflessi dei monti, il colore delle acque che cambia con lo scorrere delle ore e del tempo atmosferico, il lato dedicato al lido, i prati fioriti.
Il lago è uno dei più puliti d’Europa, grazie ad un risanamento partito negli anni 80 che lo ha recuperato e lo ha ripopolato della sua flora e fauna. È un vero lago alpino, in quanto la sua conca è stata scavata durante l’ultima glaciazione.
Il suo nome deriverebbe dal latino Fons Sacer, Fonte Sacra che alimenta il lago, oppure dal tedesco See Grün, lago verde. La sua bellezza ha ispirato poeti e scrittori come Gadda, Fogazzaro, Parini
Passando lungo le sue rive ed ammirandone la bellezza ecco che una storia si affaccia dai meandri della mente e man mano prende corpo e vita lasciando uno strascico come un antico ricordo.
Calata nella storia sembra di percepire voci lontane, cori di donne, sacerdotesse della dea che si confondono nella bruma che sfiora il lago nei giorni di tardo autunno.

Passeggio in un giorno autunnale di fine novembre, il pomeriggio inoltrato di una giornata nebbiosa, il sole schermato dalle nubi non arriva a scaldare la terra e il lago che vengono inevitabilmente accarezzati da una bruma biancastra odorosa di acqua salmastra ed erba gelata. Il freddo si fa sentire nonostante l’abbigliamento caldo ma non mi scoraggia dal procedere lungo le rive, attirata dal fascino del lago, perfino in questa stagione.
Sto percorrendo il tratto di strada che si snoda tra le rive erbose del lago e il bosco ai piedi del monte Cornizzolo. Il silenzio è quasi incantato tranne che per un suono lieve che pare provenire dal lago, una sorta di melodia ipnotica, sembrano essere voci di donne. Mi fermo per qualche istante in ascolto, la nebbia mi impedisce di vedere la fonte del suono, quasi un’allucinazione uditiva da qualche parte attorno al lago.
Riprendo a camminare lentamente, ascoltando la strana melodia che lascia emergere una lieve emozione di meraviglia e un po’ di timore, non sono sicura di voler vedere la fonte del suono eppure ne sono attratta in modo quasi irresistibile.
Proseguo caparbiamente nella speranza, mista a timore, di poter vedere, il naso ormai freddo e pieno di nebbia e gli occhi che lacrimano. Arrivo ad un punto in cui la vegetazione sulle rive del lago si dirada e lascia spazio alla vista, anche perché lì la nebbia è meno fitta e proprio lì, finalmente, vedo: a pochi metri dalla riva, dalle acque emerge un piccolo lembo di terra che non avevo mai notato prima, sul quale si vedono abbastanza facilmente alcune figure, un piccolo gruppo di persone, all’apparenza sono donne, indossano delle lunghe vesti di colore grigio azzurro, sono disposte in cerchio attorno ad un grosso masso che ricorda un’ara, le braccia aperte ai lati del corpo, cantano una nenia dall’aria dolce, un po’ malinconica, ben accordata, mi sembra di vedere antiche sacerdotesse celtiche intente a recitare una preghiera. La visione prende tutta la mia attenzione, il mio respiro si fa più lento e profondo, uno strano pizzicore mi penetra dentro, come una debole corrente che mi attraversa dalla sommità della testa ed esce dalla pianta dei piedi. Resto in questo stato quasi sospeso per non so quanto tempo, finché nella mia testa prende forma un’immagine: vedo le mie mani aperte all’altezza dei miei fianchi, il palmo sinistro è rivolto verso l’alto, quello destro verso il basso, ai miei lati altre donne sono nella stessa posizione. Mi vedo indossare la stessa veste grigio azzurra. La mia bocca sta pronunciando parole antiche e dimenticate, ma ancora cariche di un arcano potere, sento le vibrazioni che si dipartono da ogni suono, vedo le immagini prendere forma dai nostri suoni, mani sacre fatte di nubi e vento che tutto accarezzano, benedicono, confortano, amano.
Una forza immensa si leva dal mio centro e si spande attorno a me, è ancora presente quando, aprendo gli occhi mi ritrovo sulle rive erbose bagnate di gocce argentate del lago. L’immagine delle antiche sacerdotesse è svanita ma rimane in me l’immensa gratitudine della meravigliosa esperienza vissuta, riprendo a camminare e mando una preghiera d’amore e ringraziamento a quel luogo che conserva antiche memorie di vita e devozione.
Ogni luogo conserva antiche memorie di vite vissute, nel bene e nel male, quanto bello sarebbe poter ascoltare la voce del luogo che si eleva da ogni cosa che di quel luogo fa parte, ascoltando il silenzio e la voce che nasce nel nostro cuore, anche solo per pochi minuti, come una preghiera e, per quell’istante, ciò che è attorno a noi sarà in noi e lo sentiremo nella sua propria essenza.

 

http://www.parcolagosegrino.it/

http://www.triangololariano.it/it/il-lago-del-segrino.aspx

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I viaggi dell’Anima, tante storie…”Dies Natalis Solis Invicti”

Testo di ©Cinzia Valtorta

In questi giorni che precedono il Natale desideravo inviare un pensiero d’amore a Madre Terra e a tutte le sue creature e, come l’altra volta, ho voluto dare Reiki alla Terra come mia preghiera e pensiero d’amore. Anche stavolta è emersa una meravigliosa manifestazione che mi piacerebbe condividere con chiunque voglia prenderne parte.

Ecco dunque ciò che è emerso: Madre Terra, come tutti gli esseri viventi, è formata dai tre elementi, materia, spirito ed energia, corpo, spirito, coscienza, e nel suo stato più sottile della materia ha fatto il salto quantico in una dimensione superiore, sa come proteggere se stessa e le creature che vibrano con lei, la amano e sono sintonizzate con lei.
Ora tocca a noi compiere il grande lavoro di salto quantico per sintonizzarci con Lei, ascoltare il Suo Cuore che ci ama nonostante le avversità. Madre Terra ci aiuta e ci protegge, inviandoci tutto il suo Amore, ma noi dobbiamo aprirci a questo Amore, permettendoci di ascoltare veramente il nostro Cuore e seguire le sue intenzioni.
Possiamo mandare un pensiero d’Amore a Madre Terra, una preghiera, un canto o ciò che la nostra ispirazione ci invia la notte di Natale.
La nostra tradizione cristiana celebra la nascita di Cristo il 25 dicembre, ma prima dell’avvento del cristianesimo, in questo giorno, si celebrava la rinascita del Sole come concetto di luce e salvezza, dopo il solstizio d’inverno, il 21 dicembre. Fino a quel momento le giornate sono le più buie rispetto al resto dell’anno, ma da Natale iniziano ad allungarsi e questo tempo era celebrato con grande gioia, perché il sole è luce, calore, vita.
Per chi volesse unirsi ad una preghiera dedicata a Madre Terra e a tutte le crature che la abitano, la sera del 24 dicembre, si senta libero di esprimere ciò che ha nel cuore, perché molti pensieri d’Amore espressi insieme, sebbene separati, arrivano a destinazione, formando una grande unione luminosa, così agiamo come tanti Testimoni di Luce che risuonano sulle frequenze dell’Amore.
Buon Natale di Luce a tutti e buona rinascita.

Sfera magica 2

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COSMOBIKE – VERONA 2015

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Una giornata in Cosmobike per vedere da vicino il mondo che ruota attorno al pianeta bici.
I più prestigiosi produttori italiani e internazionali di biciclette e articoli inerenti le bici, dall’abbigliamento alla componentistica, e non solo bici, anche escursionismo in ogni stagione, si sono trovati nei padiglioni della fiera a Verona, per proporre il meglio sul mercato.
Le novità sono davvero tante, sorprendenti e a volte delicatamente nostalgiche che rispondono però alle esigenze dei tempi.
Le olandesi sono tornate in voga in colori accattivanti, lucide, attraenti, diversi modelli sono forniti di batteria, per la pedalata assistita

BRN di Bernardi Componenti per Ciclo srl
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Uno spazio dedicato ai più piccoli con un articolo all’apparenza antico ma di grande attualità e utilità che aiuta i bambini ad avvicinarsi al mondo della bici in modo graduale e sicuro, sviluppando il senso dell’equilibrio senza l’aiuto delle ruotine posteriori e senza l’intralcio dei pedali. Questo sistema aiuta il bambino a distribuire meglio il proprio peso sulla bici in modo naturale ed autonomo, e se serve…si appoggiano immediatamente i piedi a terra.
La bici è in legno, ecologica, sicura,…. In attesa della vera bici, quando arriverà il momento giusto.

ABICI

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L’olandese moderna, armoniosamente nostalgica, semplice nella sua struttura, è prodotta artigianalmente in Italia, rigorosamente testata pezzo per pezzo

Abici-italia.it

WINDTEX

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Uno degli articoli di cui conosco l’efficacia sono queste giacche davvero eccellenti in caso di freddo e vento. Indossarla è come indossare una seconda pelle, si tratta infatti di una membrana termoregolatrice che respinge acqua, vento e mantiene inalterato il microclima tra la pelle e il tessuto in modo tale da permettere la corretta traspirazione durante l’attività sportiva.
La giacca Windtex ha un minimo ingombro, può essere ripiegata su se stessa ed infilata comodamente anche nelle tasche posteriori delle divise ciclistiche.
È possibile lavare i capi Windtex in acqua o a secco.

SPIUK

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Gli occhiali Spiuk sono leggeri, comodi, protettivi, non alterano i colori naturali, riposanti per l’occhio, permettono una buona visibilità anche in ambiente scarsamente illuminati. Sono occhiali nati per soddisfare le esigenze dei ciclisti, prodotti in diversi modelli pratici ed eleganti

SIX2

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Questi capi d’abbigliamento sono stati creati per dare il massimo comfort durante le prestazioni sportive. Leggeri, traspiranti, proteggono la pelle dall’umidità e dai cattivi odori, inoltre i capi SIX2 trasferiscono l’umidità prodotta con il sudore direttamente all’esterno del tessuto grazie alla tessitura unica e brevettata, permettendo la naturale termoregolazione della pelle, comodi da indossare in ogni stagione.

SALICE

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I caschi Salice sono confortevoli da indossare e regolare con l’efficace rotore, danno sicurezza e protezione, sono aerodinamici e leggeri.
Gli occhiali Salice sono esteticamente belli, confortevoli nell’indossarli, leggeri, aerodinamici, le lenti non alterano i colori naturali e proteggono gli occhi con la loro forma avvolgente, un accessorio indispensabile, non solo per ciclisti

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sapori nuovi e antichi…il cavolo

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Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Vegetariani in viaggio.
Lo speck è uno degli ingredienti tipici presenti nella gran parte delle ricette dell’Alto Adige.
Questo ingrediente rappresenta però un problema per le persone che non mangiano carne, allora ci si domanda cosa mangiare dopo aver affrontato un’escursione spesso impegnativa, cosa può sostituire le proteine della carne?
Per chi è vegetariano, e dunque non mangia carne, ma integra nella propria dieta formaggi e latticini, è più facile trovare una sostituzione alla carne, anche i formaggi sono ingredienti fondamentali nella cucina alto atesina, per chi invece è vegano il problema si fa un po’ più complesso.
Uno degli altri ingredienti più utilizzati in Alto Adige è il cavolo, ne esistono diverse qualità, tra le quali i famosi crauti. I cavoli contengono molta acqua, pochi zuccheri (destrosio, fruttosio), pochissimi grassi, sono quindi alimenti ipocalorici
I cavoli forniscono un ottimo apporto di calcio, ferro, zinco, selenio, magnesio, potassio, vitamine del gruppo B, E, K , acido folico, inoltre i cavoli contengono fibre che aiutano l’apparato gastro-intestinale, hanno capacità antiossidanti e antitumorali. Il calcio protegge le ossa, è essenziale nella coagulazione del sangue, aiuta il rilassamento muscolare, collabora nell’interazione tra cellule nervose, regola il metabolismo cellulare. Ecco allora un bel pieno di vitamine e preziosi Sali minerali.
Altro alimento importante sono i legumi, ricchi di proteine vegetali, Sali minerali, fibre.
I vegetali sono fatti di acqua, fibre e Sali minerali: il ferro è un metallo prezioso per la salute umana, trasporta ossigeno nel sangue che viene rilasciato dove serve e porta via gli scarti metabolici, i rifiuti che le cellule producono nel loro continuo crescere e moltiplicarsi.
Il ferro di origine vegetale, detto non eme, si fissa meglio in presenza di vitamina C che si trova naturalmente nelle insalate a foglia verde e nei cavoli
Lo zinco, è essenziale per la divisione cellulare, per i processi della respirazione, aiuta ad eliminare il diossido di carbonio, mantiene l’equilibrio acido-basico del corpo, coadiuva la guarigione delle ferite e il funzionamento del sistema immunitario. È un aiuto nella costruzione delle proteine, del sangue e il materiale genetico, è fondamentale nella crescita e nella riproduzione, il fluido seminale è ricco di zinco.
In Alto Adige si consuma spesso pane fatto con farina integrale che si arricchisce di zinco grazie anche alla lievitazione
Altro ingrediente che troviamo nelle insalate è il pomodoro, anch’esso molto utile nelle diete per l’alto contenuto di acqua e lo scarsissimo apporto di grassi. I carboidrati sono circa il 3%, rappresentati dal fruttosio e dal glucosio. Il pomodoro aiuta a digerire i cibi che contengono fecole e amidi come pasta, riso, patate e aiuta ad eliminare l’eccesso di proteine della carne.
Il pomodoro contiene inoltre molti Sali minerali e oligoelementi come potassio, fosforo, calcio, ferro, zinco, selenio, fibre presenti nella buccia e nei semi, vitamine quali la C, la A e il licopene, una sostanza che dà al pomodoro il suo caratteristico colore. Il licopene è un antiossidante naturale, il suo potere è maggiore se il pomodoro è cotto, come nei sughi.
E ancora, l’insalata verde, come la lattuga, che contiene anch’essa molta acqua e altrettanta fibra, la quale ha la proprietà di tenere pulito l’intestino. Nell’acqua sono disciolti Sali minerali quali potassio, calcio, magnesio, fosforo, sodio, beta carotene, precursore della vitamina A, la K, il gruppo B, acido folico. La vitamina C è poco presente ma può essere aggiunta usando il limone come condimento, al posto dell’aceto.
La lattuga ha un basso indice glicemico, aiuta pertanto a mantenere bassa la glicemia, se ci sono casi di diabete, aiuta a combattere la ritenzione idrica, ha proprietà sedative e rilassanti grazie ad una sostanza lattiginosa presente nelle foglie.
A chi segue però una terapia con anticoagulanti è sconsigliato il consumo della lattuga per la presenza della vitamina K, perché interferisce con la terapia. L’elevata presenza di fibre inoltre può irritare l’intestino.
E poi mele a volontà!!!, così come le buonissime torte di grano saraceno e marmellate di frutta del posto, l’immancabile strudel e colorate crostate.
Ecco allora che la cucina si arricchisce di gusto, colori, sapori e preziosi nutrienti, così per tutti è possibile consumare buonissime pietanze nel rispetto delle proprie abitudini, relative anche al buon mantenimento della salute

Sale rosa dell’Himalaya: proprietà e benefici per ritenzione idrica e ipertensione

Altra scorpacciata di crauti

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