Archivi del mese: novembre 2015

I viaggi dell’anima….tante storie: “Madre Terra”

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Le devastanti notizie che ci hanno raggiunto in questi ultimi giorni mi hanno turbata a tal punto da chiedermi cosa posso fare, nella mia piccola e semplice vita, che contribuisca a dare luce e amore in contrasto a tutta questa distruzione.
Come operatore Reiki ho sentito dunque il desiderio di dare Reiki alla Terra. Ciò che l’energia Reiki ha diffuso in me ha avuto un effetto straordinario, tanto che ho sentito il bisogno di condividere ciò che è emerso, con l’augurio che possa suscitare una preghiera in ciascuno di noi, ognuno con il proprio modo di pregare e diffondere amore. Le azioni che ne deriveranno dalla propria preghiera personale aiuteranno a contrastare tutto questo odio e a diffondere speranza e pace. Ma è importante non perdersi d’animo e pregare.

Ho espresso, sotto forma di racconto, ciò che è emerso, perché è un modo di espressione che amo molto, e ho voluto ambientare questa breve storia in quel luogo magico, tra la montagna ed il mare, dove pace e amore regnano sovrane.

Allora viaggiamo di nuovo, in quella dimensione fantastica che però si chiama realtà.

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Su quell’altura erbosa, tra la montagna ed il mare, seduta sull’erba fuori dalla tenda, mentre l’aria fresca della notte mi accarezza dolcemente, ascolto la dolce musica dei grilli, guardo la volta del cielo tempestata di stelle e, dal profondo di me stessa nasce pian piano un pensiero d’amore per il nostro bellissimo pianeta che comincio a chiamare Madre, Madre Terra.
Inevitabilmente mi vengono alla mente anche tutte quelle immagini di violenza tra gli uomini e nei confronti del pianeta e provo un immenso dolore. Il desiderio di fare qualcosa è forte, così come è forte però la sensazione di impotenza di fronte a tanto odio e distruzione.
Con questo peso sul cuore continuo a pregare, finché non sento una voce nella mia mente ringraziarmi per la preghiera e dirmi dolcemente che, in realtà, la Terra continua a vivere. Le immagini che mi arrivano sono sempre di devastazione mentre la voce mi racconta che la Terra su cui viviamo non è la vera Terra.
Madre Terra ha clonato se stessa. L’ha fatto per arginare un problema molto grave creato da diversi rappresentanti del genere umano. Costoro sono molto pericolosi, metterebbero a rischio altre zone del sistema universo, era giusto confinarli in un luogo sicuro. Insieme a questa categoria del genere umano se n’è affiancata però un’altra, quella di coloro che vengono chiamati testimoni di luce, che hanno il compito di arginare ed equilibrare le azioni distruttive degli altri. Entrambe le categorie manifestano azioni che creano attriti. Il risultato di quegli attriti va però purificato così che il risultato finale non sia distruttivo. Solo la preghiera e le azioni che si manifestano dalla preghiera possono aiutare

Grazie di cuore

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I viaggi dell’anima …. tante storie: “La donna dell’altura”

Testo di ©Cinzia Valtorta

Sono Cinzia e sono appassionata di viaggi e cose nuove da conoscere.
Sono anche un counselor olistico, questa tecnica mi permette inoltre di intraprendere altri tipi di viaggi, non all’esterno, ma viaggi interiori, mi piace definirmi una viaggiatrice nell’anima. L’arte del counseling mi aiuta ad approfondire i vari aspetti che la vita mi presenta, viverli con intensità e scoprire cose nuove, su me stessa e le persone accanto a me, attraverso le esperienze con gli altri, perché in ognuno che incontriamo e conosciamo vive una parte di noi che abbiamo modo di vedere meglio osservando l’altro, come in uno specchio.
Mi piacciono anche i viaggi di fantasia, leggere storie, ascoltarle e talvolta scriverle. Sono storie che rispecchiano aspetti della mia vita interiore alla quale do voce e immaginì, così mi è venuta l’idea di portare queste storie nel blog, perché una storia è un pezzo di vita vissuta che può anche essere condivisa e nella quale ciascuno può magari riscoprire una parte di sé.

Allacciate le cinture, il viaggio ha inizio…

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Storia scritta da Cinzia Valtorta

Mi piacerebbe scrivere la storia di una donna che abita in una casa solitaria, su un’altura erbosa. Da un lato c’è la montagna, dall’altro il mare. Sotto di lei un’alta scogliera. Parrebbe una vita solitaria, la sua, unico suono lo sciabordio delle onde o l’ululare del vento.


In realtà la sua casa è sempre frequentata. In molti salgono a farle visita, ascoltano le sue storie e assaggiano il suo pane, uno dei migliori che sia mai stato fatto.
Si dice che quando non ci sono visitatori la sua casa sia frequentata da fate, elfi e altre creature elementali.
Entrando nella casa ci si trova in una grande cucina. Appoggiato alla parete nord, dal lato della montagna, un forno a legna per cuocere il pane. Al centro un grande tavolo che ospita circa una decina di persone. Poi una bella stufa a legna, un ampio lavello e un comodo piano di lavoro. Una capiente credenza è appoggiata alla parete sud, dal lato del mare.

L’aspetto è caldo, accogliente. La sala accanto ha una grande vetrata, un bovindo. L’ingresso è rivolto a est, la vetrata nella sala a ovest. Una stufa in maiolica decorata riscalda piacevolmente l’ambiente. Lungo la parete  sud si trova un pianoforte da studio. Lo suona un uomo che frequenta la casa. La sua musica è speciale, le note dei brani emettono onde sonore capaci di curare e riparare cose, animali, persone. Raccontano che durante la notte lo strumento si accordi e si ripari da solo.

Lei trascorre gran parte della giornata all’aperto, nel giardino e nell’orto, occupandosi delle sue piante e fiori. Coltiva un po’ di tutto e quello che prepara è nato e cresciuto lì.
L’orto è grande e ben suddiviso. Si percorre un sentiero e si arriva ad un grande spiazzo erboso dove ci sono le coltivazioni. Ci si inoltra in una selva di pomodori, per approdare in un sottobosco di lattuga e cicorino. Le zucchine timide mostrano all’alba i loro meravigliosi fiori gialli. E poi ancora, patate, cipolle, sedano, aglio, legumi, cespugli di rosmarino e una gran varietà di altre erbe aromatiche, tra le quali il profumato basilico.
Più in là si vedono alcuni alberi da frutto, albicocche, pesche, fichi, uva, pere.
Lei si aggira tra le piante con la leggiadria di una fata, accarezzandole, parlando dolcemente, togliendo qualche erbaccia.
Un torrente poco distante scende dal pendio del bosco canticchiando allegramente. Un po’ della sua acqua fresca e pura disseta il rigoglioso orto.


Poi il bosco è ricco di prelibatezze, erbe, fiori, bacche, radici, preziosi elementi anche per magiche pozioni.
La luce della sera getta ombre incantate sul luogo verdeggiante, pace e beatitudine regnano incontrastate e nell’aria si diffondono mille aromi speziati e corroboranti.
Siamo saliti da poco a farle visita, facciamo ancora in tempo a guardare il suo orto prima che scenda la sera gettando il suo manto scuro su tutto quanto.

L’aria è fresca e frizzante, si avrebbe voglia di rientrare nel tepore della casa ma ci attardiamo ancora qualche istante per poter assaporare fino in fondo il magico elisir di profumi.
Il tempo di riscaldarci pochi minuti nel calore accogliente della casa e la cena è pronta.

Un profumo invitante ci avvolge, quel profumo di calda e gustosa minestra che le mani esperte delle nonne solevano preparare, avevano sempre un ingrediente magico che le rendeva ancora più gustose. E il profumo non tradisce il sapore, ricorda proprio la buona minestra della nonna, quella che un tempo era davvero genuina. Il calore e il sapore ci avvolgono, ci penetrano, aiutano a sciogliere un ultimo residuo d’ansia che può essere rimasto in un luogo tanto incantato.


Chi è l’uomo che suona il piano? Mi ha colpito dalla prima volta in cui l’ho visto. Quando sono entrata nella casa stava suonando La Sonata al chiaro di Luna di Beethoven . Le note dolci e malinconiche mi hanno subito rapita, ipnotizzata, mi sentivo quasi galleggiare in un luogo senza spazio, né tempo. Poi l’ingresso degli altri ospiti mi hanno riportato in questa realtà. Mi sono scossa da quella situazione strana in cui ero sospesa, la sensazione era di avere attorno a me qualcosa di eterico che mi avvolgeva e compenetrava. Nonostante ciò non mi ero spaventata, mi sentivo bene in quella breve esperienza, come se sapessi che non c’era nulla da temere perché nulla mi sarebbe stato fatto di male.
Occhi verdi di sottobosco si sono voltati verso di me, quasi che sapessero che avevo preso un po’ di quella strana energia. Lo sguardo mi ha sorpresa ma per nulla imbarazzata, mi comunicava che il mio gesto non era stato una ruberia, ciò che avevo ricevuto era stato semplicemente un dono.

Ci siamo accampati vicino alla casa, nel grande prato fiorito. Non avevo sonno, così ho pensato di uscire dalla tenda e sedermi accanto all’entrata, godendomi lo spettacolo incommensurabile della notte stellata. La luna era già alta e non disturbava la visione offerta dalle stelle. Rapita nella ricerca dell’orsa minore, del grande carro, della cintura di Orione mi sono accorta in seguito di due figure che si muovevano di fianco alla casa. Si stavano dirigendo verso i bordi dell’altura, come per osservare il mare. Nelle due figure ho riconosciuto poi la donna e l’uomo del piano. La loro vista ha catturato il mio sguardo, non riuscivo a distogliere l’attenzione da loro. Camminando uno accanto all’altra pareva che si muovessero insieme, in perfetta armonia, come se stessero danzando e i loro piedi non appoggiassero sul terreno. Credevo ad un’allucinazione ma non potevo accertarmene per via dell’erba del prato che nascondeva i loro piedi. Nella mia testa è sorto il pensiero di due anime antiche che finalmente si erano incontrate e, prima che me ne rendessi conto, i miei occhi si sono riempiti di lacrime di commozione.

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Video: La collina di Montevecchia

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