Archivi del mese: ottobre 2015

Autunno, tempo di…

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta
foto scattate presso la località Monte San Primo – Como

Autunno, tempo di foglie secche e splendidi colori, profumo di terra umida, ricca di umus.
L’Autunno è così, giornate delicatamente malinconiche, umide ma non eccessivamente fredde, a tratti nebbiose. La dirompenza estiva di caldo, colori sgargianti e giornate assolate paiono un lontano e nostalgico ricordo. Gli abiti leggeri, piacevolmente succinti e ariosi giacciono tristemente appesi negli armadi, in attesa di essere indossati la prossima estate, per essere di nuovo sfoggiati in tutto il loro esuberante temperamento.
L’Autunno è però triste solo in apparenza, perché in realtà racchiude bellezze silenziose e discrete che si mostrano teneramente, proprio come il riccio mostra delicatamente il suo tenero grembo e gentilmente ci porge il suo squisito frutto.
L’Autunno è così, gentile e silenzioso e, come il riccio, serba nel proprio grembo l’embrione della nuova vita che tornerà a germogliare in primavera.
Che belle castagne
La parola Autunno deriva dal latino “auctus”, participio passato del verbo “augere” che significa arricchire, aumentare. Il significato rimanda all’abbondanza di frutti, erbe, cereali che si raccolgono grazie al grande lavoro estivo di semina e raccolta, al fine di superare al meglio il periodo invernale.
L’Autunno è anche la stagione in cui sarebbe bene recuperare le forze per affrontare i rigori dell’inverno e prepararsi alla nuova vita che sboccerà in primavera.
Sotto il variopinto tappeto di foglie secche c’è un grande fermento di vita che, silenziosamente e incessantemente si prepara ad esplodere in colori e profumi in primavera. È giunto quindi il momento di non sprecare le energie, di proteggersi dal freddo e aumentare le difese immunitarie. Ancora una volta la natura ci viene in aiuto con le sue preziose erbe e piante, come ad esempio la betulla il cui infuso aiuta a liberarsi dalle tossine, oppure la malva per decongestionare l’organismo; l’uncaria che ha il potere di aumentare le difese immunitarie, l’echinacea, antivirale, l’artiglio del diavolo, per i dolori da freddo e reumatici, l’equiseto, rimineralizzante, l’eucalipto, antibatterico, indicato per calmare la tosse.

http://www.tuttogreen.it/erbe-commestibili-autunno/

http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/9726-erbe-selvatiche-piante-commestibili-inverno

…e per godersi momenti di tranquillità tutti per sè, un pò di musica rilassante, come quella di questo bellissimo link di youtube.

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…luoghi, cultura, tradizioni: autunno a Montevecchia

Testo e foto di Cinzia Valtorta

Percorrendo la statale Como-Bergamo, SP54, tra Missaglia e Merate, si trovano le indicazioni per Montevecchia, nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

Si raggiunge l’antico borgo sia in auto, sia percorrendo il sentiero escursionistico che costeggia la strada e sale seguendo il profilo delle colline a terrazze coltivate a viti, rosmarino e salvia. Per circa mezz’ora, il tempo di percorrenza del sentiero, si ha la sensazione di essere immersi in un’altra dimensione, circondati da un paesaggio lussureggiante di vegetazione, pacifico e rilassante.

La chiesa che si vede sulla sommità è il santuario dedicato alla Beata Vergine del Carmelo, l’altra grande chiesa nel paese è la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. Si dice che la torre campanaria del santuario sia stata un tempo un’antica torre-vedetta di epoca medievale, da qui dunque la provenienza del nome del paese che pare derivi da Mons Vigiliae, monte della vedetta, trasformatosi poi nel tempo in Monteveglia e infine , Montevecchia.

http://parrocchiamontevecchia.it/conosci-la-parrocchia/chiese
http://santuario.parrocchiamontevecchia.it/la-storia

Quello che colpisce il visitatore lungo il sentiero sono le colline coltivate a rosmarino, un’erba aromatica che cresce molto bene nei luoghi caldi e assolati, la sua l’etimologia pare sia infatti “rugiada di mare”. Per gli egizi il rosmarino era la pianta dell’immortalità, si pensi che ha parecchie proprietà, disintossicante del fegato, rafforza il sistema immunitario, è antidolorifico, antinfiammatorio, antibatterico, contrasta le allergie, favorisce la digestione, la circolazione, è diuretico ed è un ottimo anti-età.
La Valle del Curone è ricca di corsi d’acqua, muschi e una roccia tipica del posto, il travertino, visibile anche sul sentiero, come descritto in questo interessante articolo.

http://www.parcocurone.it/retenatura/sorgenti.html

In autunno il paesaggio si tinge di colori belli e suggestivi, rendendo il luogo quasi magico e incantevole, da osservare sia nel suo insieme che nei piccoli dettagli.
Il paese è frequentato anche da appassionati di ciclismo, che amano mettere alla prova la propria forza fisica e le proprie bici, percorrendo la strada che raggiunge la sommità della collina con pendenze che superano anche il 20% di dislivello.
Montevecchia, un cameo incastonato fra le colline dell’Alta Brianza e la Valle del Curone, da visitare e riscoprire.

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…luoghi, cultura, tradizioni: rifugio Roda de Vaèl

Testo e foto di ©Cinzia Valtorta

Partiamo da Passo Costalunga/Karerpass diretti verso il gruppo del Catinaccio/Rosengarten, destinazione Roda de Vaèl/Rotwandhütte, sentiero 552. Si attraversa la foresta di abeti, il percorso è facile e suggestivo, strada facendo si trovano belle baite ben curate nei dettagli, che contribuiscono a dare fascino al luogo, nonché un aspetto fiabesco, infatti queste terre sono ricche di antiche leggende che si possono leggere al link in fondo all’articolo.
Si procede attraversando prati e pascoli, salendo di quota ci si avvicina al Gruppo del Catinaccio, verso la parte denominata Sella del Ciampaz, in località Vigo di Fassa, dove si trova il rifugio Roda de Vaèl a 2280 m. di altitudine.
Il rifugio ha festeggiato i 100 anni di vita nel 2007. Fu inaugurato il 7 agosto 1906, tra i promotori ci fu anche Theodor Christomannos, politico appassionato di alpinismo, autore di molte opere atte a sviluppare il turismo in Alto Adige, tra le quali la Strada delle Dolomiti che transita dal Passo di Costalunga/Karerpass, e collega Bolzano a tutta la zona dolomitica.
Dal rifugio si torna verso il Passo di Costalunga e, arrivati alla sua sommità si può ammirare il monumento dedicato a Christomannos, la maestosa aquila di bronzo alta 2,50 metri che osserva solennemente le meraviglie del luogo. Il suo sguardo severo e deciso pare rimandarci alle esperienze di Christomannos che, con grande lungimiranza ha compreso come dare valore a queste zone e, se noi oggi decidiamo di trascorrere le nostre vacanze in Alto Adige possiamo attraversare con facilità questi monti e le loro splendide località facendo esperienza delle tradizioni e della cultura dei loro abitanti e delle storie che le montagne possono raccontare.

http://www.rodadivael.it/ita/index.html
http://www.recuperanti.it/rec_dolomiti_33.php
http://www.enrosadira.it/dolomiti/leggendadelrosengarten.htm

Aquila: da ere immemori è considerata il simbolo dell’invincibilità, grazie alla straordinaria capacità di volare, con eleganza e maestosità, a quote irrangiungibili da altri uccelli e rapaci, grazie alla velocità nel volo e nel piombare sulle prede, grazie alla vista acutissima, è stata paragonata al sole e messaggero degli dei. L’aquila simboleggia inoltre acutezza mentale ed ingegno
http://www.mitiemisteri.it/esoterismo/animali/aquila.html

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